USA-Iran: secondo Axios raggiunto accordo su ulteriore proroga del cessate il fuoco e sull’avvio dei negoziati sul nucleare. Trump si prende qualche giorno per dare il via libera definitivo

Di Fabrizio Scarinci

WASHINGTON. Secondo Axios, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa riguardante un’ulteriore proroga di 60 giorni del cessate il fuoco e l’avvio dei negoziati sul nucleare.

Stando a quanto si è avuto modo di apprendere, il Presidente statunitense Trump non avrebbe ancora dato la sua approvazione definitiva, spiegando di volersi prendere qualche giorno per rifletterci su.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

Di fatto, fino alla diffusione di questa notizia, lo stallo diplomatico tra USA e Iran sembrava nuovamente sul punto di tradursi in un’escalation militare.

Dopo aver attaccato un sito missilistico iraniano e alcune imbarcazioni di Teheran intente a minare lo Stretto di Hormuz nella notte tra il 25 e il 26 maggio (operazione classificata come difensiva ma, con tutta evidenza, pensata per indurre la Repubblica Islamica ad assumere un atteggiamento maggiormente conciliante nell’ambito delle trattative), le forze statunitensi erano, infatti, tornate all’azione anche nelle scorse ore, colpendo quattro droni e una stazione di controllo nella località di Bandar Abbas.

Il lancio un missile BGM-109 Tomahawk da parte di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke della Marina statunitense

Dal canto loro, i vertici del governo iraniano e, in particolare, i Pasdaran avrebbero, invece, dichiarato di aver colpito una base statunitense (su cui, tuttavia, non hanno fornito alcun dettaglio) e di aver aperto il fuoco contro almeno quattro imbarcazioni intente a transitare nell’area di Hormuz.

Ad essere coinvolto sarebbe stato, poi, anche il Kuwait, le cui difese antiaeree hanno comunicato di aver reagito ad attacchi con missili e droni provenienti dal territorio della repubblica Islamica.

Come noto, a seguito della fine dei raid israelo-statunitensi sull’Iran, tra Washington e Teheran è venuta a crearsi una pesante situazione di stallo diplomatico, in cui, se gli americani (e, con essi, gli israeliani) hanno tentato di ottenere dalla Repubblica Islamica l’avvio di serie discussioni sul nucleare facendo leva sulla possibilità di riprendere gli attacchi in maniera ancor più dura (ricordiamo, a tal proposito, le parole pronunciate da Trump poco prima del cessate il fuoco riguardo alla possibile “fine di un’intera civiltà”), gli iraniani sembrerebbero aver cercato di far leva sulla loro capacità di controllare lo Stretto di Hormuz al fine di indurre i propri avversari a lasciare la “presa” sul regime e ad accantonare molti dei loro obiettivi, anche con riferimento al programma nucleare.

Il fatto che questo nuovo accordo includa l’impegno a riprendere quei colloqui sul nucleare che, nelle ultime settimane, i Pasdaran davano l’impressione di non voler neanche più affrontare lascia, senz’altro, supporre che la minaccia di nuovi e più pesanti raid abbia, alla fine, indotto Teheran ad ammorbidire le proprie posizioni più “oltranziste”.

Del resto, malgrado la campagna di attacchi degli ultimi mesi abbia finito con l’accrescere il potere dell’IRGC e conferire al regime iraniano un maggiore potere negoziale, i danni subiti dal Paese appaiono comunque estremamente gravi.

Nondimeno, anche in ragione di quanto più volte accaduto durante le trattative tra USA e Iran, non si può neanche escludere la possibilità che i vertici della Repubblica Islamica stiano solo cercando di guadagnare tempo di fronte a un’America impantanatasi in quella che appare, a tutti gli effetti, come una dispendiosa diversione strategica, nella speranza di tornare a negoziare in modo non troppo diverso rispetto a quanto fatto nel corso degli ultimi decenni.

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