Di Chiara Cavalieri
IL CAIRO. Dopo oltre un decennio di distanza e rivalità, Egitto e Turchia tornano a collaborare in campo militare.
Il Ministero della Difesa turco ha annunciato l’avvio di esercitazioni navali congiunte con la Marina egiziana, le prime dal 2012, segnando un passo importante nella normalizzazione dei rapporti bilaterali.

Le manovre “Mare dell’amicizia”
Il portavoce del Ministero della Difesa turco, Zeki Aktürk, ha reso noto in conferenza stampa che le manovre, denominate “Mare dell’amicizia”, si terranno nel Mediterraneo orientale dal 22 al 26 settembre.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare le relazioni bilaterali, migliorare l’interoperabilità operativa delle due marine e consolidare la cooperazione nel settore della sicurezza in una regione cruciale dal punto di vista geopolitico ed energetico.
Alla manovra parteciperanno diverse unità navali e aeree turche:
- Le fregate TCG Oruç Reis e TCG Gediz;
- Le motovedette veloci TCG İmbat e TCG Bora;
- Il sottomarino TCG Gür;
- Due caccia F-16 dell’aeronautica militare turca.
Per la parte egiziana, non sono ancora stati rivelati i dettagli delle unità coinvolte, che saranno annunciati nei prossimi giorni.

Leadership militare presente alle esercitazioni
Un momento simbolico di grande rilevanza sarà il “Distinguished Observer Day”, previsto per il 25 settembre, a cui parteciperanno il comandante della Marina turca e il suo omologo egiziano.
La loro presenza testimonia la volontà politica e militare di rafforzare i legami tra i due Paesi, sancendo un livello di cooperazione che va oltre il mero addestramento tecnico.
Queste manovre segnano una svolta nelle relazioni bilaterali.
Dopo il 2013, anno della destituzione del Presidente egiziano Mohamed Morsi – sostenuto da Ankara – i rapporti tra Il Cairo e Ankara si erano raffreddati drasticamente.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è assistito a una progressiva distensione: incontri tra i ministri della Difesa e degli Esteri, visite ufficiali reciproche e accordi nei settori dell’energia, del commercio e degli investimenti hanno preparato il terreno a questa nuova fase di cooperazione militare.
Mediterraneo orientale: da area di contesa a piattaforma di cooperazione
La scelta del Mediterraneo orientale non è casuale.
Negli anni passati, Egitto e Turchia si erano trovati su fronti opposti nella competizione per i diritti energetici, le delimitazioni marittime e la gestione delle risorse di gas offshore.
Ora, le esercitazioni rappresentano un chiaro segnale politico: trasformare un’area di tensione in uno spazio di collaborazione.
È un messaggio rivolto sia agli attori regionali sia alla comunità internazionale, per sottolineare che i due Paesi intendono lavorare insieme per la stabilità e non per l’escalation.
Sisi ed Erdoğan: due anni di riavvicinamento
Il ritorno alla cooperazione militare non arriva dal nulla, ma è il risultato di un percorso diplomatico avviato due anni fa.
Nel novembre 2022, in occasione della Cop27 a Sharm el-Sheikh, Abdel Fattah al-Sisi e Recep Tayyip Erdoğan si sono stretti la mano per la prima volta dopo quasi un decennio di gelo.
Quel gesto simbolico ha aperto la strada a un graduale disgelo.
Nel luglio 2023, i due leader hanno avuto un colloquio ufficiale al Cairo, segnando l’inizio di un dialogo regolare tra le cancellerie.
Da allora si sono susseguiti incontri a livello di ministri degli Esteri e della Difesa, culminati con la decisione di ristabilire piene relazioni diplomatiche e di scambio di ambasciatori.
Parallelamente, la cooperazione economica ha conosciuto una forte accelerazione: sono stati siglati accordi su commercio, investimenti, energia e trasporti, con l’obiettivo di superare i contrasti degli anni precedenti.
Il riavvicinamento ha avuto anche una dimensione strategica. Entrambi i Paesi hanno compreso l’importanza di coordinarsi su dossier regionali delicati, dal Mediterraneo orientale alla Libia, fino al Mar Rosso e al Corno d’Africa. Le esercitazioni militari congiunte rappresentano dunque il coronamento di un processo di normalizzazione che ha trasformato due rivali in potenziali partner di stabilità.
Implicazioni geopolitiche
Il riavvicinamento militare tra Ankara e Il Cairo potrebbe avere conseguenze rilevanti:
- Per Israele, che vede due Paesi vicini rafforzare la cooperazione navale in un momento di alta tensione regionale;
- Per l’Europa, che osserva con interesse ogni evoluzione nel Mediterraneo orientale, cruciale per la sicurezza energetica;
- Per i Paesi arabi, che potrebbero leggere questa intesa come un segnale di riconciliazione pragmatica, capace di ridisegnare equilibri regionali.
Le esercitazioni “Mare dell’amicizia” non sono soltanto un evento militare, ma il simbolo di un processo politico più ampio: Egitto e Turchia, dopo 13 anni di freddezza e rivalità, scelgono la via della cooperazione.
A cementare questo percorso, i rapporti personali e istituzionali ricostruiti negli ultimi due anni tra al-Sisi ed Erdoğan, oggi capaci di trasformare le onde del Mediterraneo orientale da teatro di scontro a spazio di diplomazia navale.
*L’autrice è presidente della associazione Italo-Egiziana Eridanus e vicepresidente del Centro Studi UCOI-UCOIM.
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