Vaticano: oltre 200 mila persone presenti ai funerali di Papa Francesco. Nell’omelia ricordato il suo impegno per la pace. Diciassette i Cardinali italiani, presenti al Conclave, che possono sperare all’elezione come nuovo Pontefice

CITTA’ DEL VATICANO (VATICANO). Sono in corso i funerali di Papa Francesco. Presenti oltre 200 mila persone e oltre 160 delegazioni ufficiali.

 

La bara di Papa Francesco

 

Sono sedute sul sagrato vaticano, a destra dell’altare che guarda  la facciata della Basilica.

Un’immagine dei funerali di Papa Francesco ripresa dall’elicottero della, Polizia

Al posto d’onore la delegazione argentina guidata dal Presidente della Repubblica Javier Milei, con la sorella Karina che è la Segretaria generale della Presidenza.

A seguire quella italiana, con in testa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme alla figlia Laura e la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni.

Fanno anche parte della delegazione, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, i vice presidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’Ambasciatore presso la Santa Sede Francesco Di Nitto.

L’ordine della postazioni sul sagrato prevede poi i sovrani regnanti nell’ordine alfabetico del Paese (ma in francese), tra cui quelli del Belgio Re Filippo con la regina Matilde, di Danimarca Regina Mary, di Spagna Re Felipe VI con la Regina Letizia, di Giordania Re Abdullah II accompagnato da Rania, di Monaco Principe Alberto con la consorte Charlene, di Svezia Re Carlo Gustavo con la Regina Silvia.

Altri sovrani sono arrivati da Emirati arabi, Lesotho, Principato di Andorra,  Lichtenstein;.

Presenti, inoltre, i Granduchi del Lussemburgo.

Tra i Principi ereditari  William per il Regno Unito e la principessa Mette-Marit di Norvegia. Per quanto riguarda i capi di Stato, siederanno sempre in ordine alfabetico francese del Paese.

Tra i presenti, il tedesco Frank-Walter Steinmeier con il cancelliere Olaf Scholz; il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva; lo statunitense Donald Trump con la consorte Melania; il francese Emmanuel Macron con la consorte Brigitte; l’ungherese Tamas Sulyok con il primo ministro Viktor Orban.

Previsto poi l’ucraino Volodymyr Zelensky con la moglie Olena,

Per l’Unione Europea ci sono il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, quella della Commissione Ursula Von der Leyen, l’alta rappresentante per gli Affari esteri Kaja Callas e la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola.

Per l’ONU il Segretario generale Antonio Guterres. La Cina è rappresentata dal vice presidente Chen Chin-Jen.

La Federazione russa dal ministro della Cultura, Olga Borisovna Lyubimova. Israele dall’ambasciatore presso la Santa Sede Yaron Sideman.

La Palestina (che è riconosciuta dalla Santa Sede) dal primo ministro Mohamed Mustafa.

 

Il Cardinale decano Giovan Battista Re

 

L’omelia del Cardinale Re: ‘Il Papa ha scelto di donarsi fino all’ultimo giorno’

A concelebrare la Santa Messa per i funerali di Papa Francesco ci sono 5 mila concelebranti tra cardinali, vescovi e sacerdoti. I cardinali sono 220.

“Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena – ha detto il Cardinale decano Giovan Battuista Re nell’omelia -. Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio”.

Applausi dalla folla, a Santa Maria Maggiore e a San Pietro, nel momento in cui il decano ha ricordato l’impegno di Francesco per la pace.

Le centinaia di migliaia di fedeli hanno sottolineato i passaggi più significativi del discorso, quando il cardinale ha ricordato i valori principali del Pontificato di Bergoglio, dagli appelli contro la guerra al pensiero verso i migranti e i bisognosi.

“In unione spirituale con tutta la Cristianità – ha aggiunto- siamo qui numerosi a pregare per Papa Francesco perché Dio lo accolga nell’immensità del suo amore. Papa Francesco soleva concludere i suoi discorsi ed i suoi incontri personali dicendo: ‘Non dimenticatevi di pregare per me‘. Ora, caro Papa Francesco, chiediamo a Te di pregare per noi e ti chiediamo che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza”.

Papa Francesco sarà poi seppellito, come lui stesso ha disposto, in una cappella nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Intanto, dopo i 9 giorni dedicati alla preghiera per il Santo Padre, si terrà il Conclave che dovrà scegliere il successore di Bergoglio.

Sono 17 i Cardinali italiani che possono sperare nell’elezione a Papa.

Da Parolin a Zuppi, dati nella rosa dei favoriti, a possibili sorprese che un Conclave può regalare.

Guardando la geografia degli eleggibili italiani, è il Veneto a calare il poker.

Il Cardinale Pietro Parolin viene dall’esperienza in Segreteria di Stato, cosa che lo rende un prestigioso nome di convergenza.

Parolin viene dal Veneto essendo originario di Schiavon, Vicenza.

Il Veneto che può contare su altri 2 nomi in ascesa.

Il primo è quello del Cardinale Claudio Gugerotti che, nato a Verona, ha nel curriculum l’esperienza come Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali.

Il secondo è quello del Cardinale Mario Zenari, veronese, Nunzio Apostolico in Siria.

C’è poi il Cardinale Fabio Baggio, nativo di Bassano del Grappa.

Il Piemonte mette in campo il Cardinale, attuale arcivescovo di Torino, Roberto Repole.

L’Emilia-Romagna punta sul Cardinale Mauro Gambetti.

Nativo di Castel San Pietro Terme (Bologna) è l’attuale arciprete della Basilica di San Pietro.

Altro nome italiano che sembra essere in pole position è il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Attualmente arcivescovo di Bologna è romano, quindi del Lazio come laziale è il Cardinale Paolo Lojudice, attuale vescovo di Siena, nativo di Roma.

Un nome per le Marche: il Cardinale Giuseppe Petrocchi, nativo di Ascoli Piceno.

Dalla Calabria arriva il Cardinale, arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia.

Fiorentino è il cardinale Giuseppe Betori.

Per la Lombardia c’è il Cardinale Oscar Cantoni, di Como.

E, per la prima volta nella storia recente, non ci saranno cardinali milanesi in lizza.

La Puglia ha 3 carte: la prima è quella del Cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore, nativo di Casarano (Lecce).

C’è poi il Cardinale Fernando Filoni, nativo di Manduria (Taranto).

Infine il Cardinale Marcello Semeraro di Monteroni (Lecce).

La Sicilia può contare sul Cardinale Vicario di Roma, Baldassarre Reina, nativo di San Giovanni Gemini (Agrigento) e sul Cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, nativo di Messina.

A questi 17 nomi si aggiungono due italiani di nascita, ma non considerati come elettori italiani perché Cardinali in altre parti del mondo: Pierbattista Pizzaballa, bergamasco, Patriarca di Gerusalemme dei Latini e Giorgio Marengo Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar e originario di Cuneo

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