Venezuela, continuano gli scontri di piazza. Scambi di accuse tra Governo ed opposizione

Caracas. La crisi politico e sociale ha ormai reso incandescente il clima in Venezuela. I quartieri di Caracas di El Valle e di El Paraíso (ad Ovest della città), di La Urbina e di Palo Verde (ad Est), di Santa Fe e di Avenida de la Victoria sono stati scenari di proteste, saccheggi, inclusi scontri tra cittadini e Forze di sicurezza, che erano stati anticipati da una “protesta delle pentole” contro il Governo di Nicolás Maduro.

Proseguono le manifestazioni violente contro il Governo Maduro

Altri incidenti si sono registrati nel quartiere di La Candelaria, una zona tradizionalmente abitata da migranti spagnoli, vicina al Palazzo presidenziale di Miraflores.

Gli abitanti hanno utilizzato i social media per mostrare, con i video, la repressione degli agenti che hanno lanciato gas lacrimogeni contro le abitazioni. Ogni tanto si sentono delle esplosioni.

La durissima protesta sembra non avere risparmiato neppure gli ospedali. Al Materno Infantile Hugo Chávez, nel quartiere di El Valle, circa 500 bambini sono stati evacuati.

Il Governo Maduro accusa l’opposizione che risponde dando la colpa al lancio dei lacrimogeni da parte della Guardia nazionale.

Una manifestante alza un cartello dove dice, tra l’altro, che il Venezuela è stato colpito al cuore

Uno dei leader dell’opposizione, Henrique Capriles, punta il dito contro “il dittatore Maduro che ordina ai suoi sbirri la repressione di El Valle”.

In Avenida de la Victoria, un gruppo numeroso di manifestanti nelle strade ha innalzato barricate. Gruppi paramilitari hanno fatto uso di armi da fuoco, accusano i manifestanti, anche contro le abitazioni.

Il sindaco della località di Sucre, a Caracas, ha informato su un nuovo decesso, avvento nel corso delle proteste. Si è arrivati a quota 10 il numero dei morti, ad quando è iniziata la protesta contro Maduro.

Hace cuatro años el pueblo venezolano eligió al primer presidente chavista, Nicolás Maduro, quien se ha enfrentado al incesante boicot económico, la manipulación mediática y la injerencia extranjera.

Maduro è stato eletto presidente del Venezuela il 14 aprile 2013 con 7.505.338 di voti (50,66% del totale). Il suo progetto poltico è quello di continuare nel cammino tracciato dal suo predecessore, Hugo Chávez, padre del chavismo e della Revolución bolivariana che intedne mettere in pratica le idee politiche dell’eroe sudamericano Simon Bolivar per costruire in Venezuela il socialismo del XXI secolo.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro eletto il 14 aprile 2013

Il Governo ricorda come fino al 2016 il Paese ha avuto uno sviluppo di politiche sociali sotto un blocco economico.

L’investimento nelle politiche sociali del 73%, con 6 milioni di famiglie che sono state aiutate da un apposito Comitato che gestisce il sistema di distribuzione di alimenti. Esso è stata creato per assistere, direttamente, contrastando quella che il Governo di Caracas chiama “la guerra economica” su impulso dei settori della destra.

Lo stesso Governo ricorda di avere fatto tante cose per la popolazione, come la “Grande Missione per le case”, iniziata dal 2011 e che, dati governativi, ha dato un’abitazione ad un milione e 400 mila famiglie.

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