Vertice di Bruxelles, c’è l’accordo sui migranti. In attesa che dalle parole si passi ai fatti

Di Valeria Fraquelli 

Bruxelles. Dopo tredici ore di negoziati intensi, nove ore di dibattito e tanta, tanta pazienza dal Consiglio Europeo di Bruxelles è arrivato l’atteso accordo sulla questione migranti. I capi di Stato e di Governo dei ventotto Paesi dell’Unione europea avevano puntato moltissimo sull’intesa perché l’Italia e tutti i Paesi di primo ingresso dei migranti non potevano più essere lasciati soli nell’affrontare un’ondata  senza precedenti.

La proposta italiana sulle nuove regole per l’asilo e l’accoglienza dei migranti è stata esaminata a lungo, analizzata punto per punto e poi ancora discussa e limata per venire incontro alle esigenze di tutti, soprattutto di quegli Stati che, all’inizio, non ne volevano sapere di ospitare nessun immigrato sul proprio territorio.

Il Mar Mediterraneo era diventato quasi un luogo senza regole in cui le navi della Guardia Costiera libica e delle organizzazioni non governative non riuscivano a coordinarsi e spesso si creavano situazioni come nel caso della nave Aquarius, in cui nessuno sapeva cosa fare e come gestire la situazione con i migranti a bordo.

Con il nuovo accordo, se tutti avranno la volontà di rispettarlo, le navi delle ONG dovranno sempre rispettare cosa verrà detto loro di fare dalle Autorità dei Paesi interessati. Nessuna nave di qualsiasi Organizzazione non governativa potrà più sostituirsi alla Guardia Costiera libica nella ricerca e nel salvataggio di eventuali naufraghi.

Un barcone di migranti tenta la via dell’Europa

Per evitare le partenze direttamente alla fonte verrà rifinanziato il fondo europeo per l’Africa, permettendo così ai giovani africani di realizzarsi e crearsi un futuro migliore direttamente nel loro Paese, senza bisogno di intraprendere il lungo e pericoloso viaggio verso l’Europa.

Particolarmente cari all’Italia erano la necessità di riformare il regolamento di Dublino che obbliga i Paesi di primo accesso dei migranti a farsi carico di registrazione, identificazione ed analisi delle richieste d’asilo presentate ed il bisogno di ripartire coloro che sbarcano sulle nostre coste anche in altri Paesi europei.

Nell’accordo è stato scritto che è arrivata l’ora di cominciare a pensare ad una seria riforma del regolamento di Dublino e che i Paesi che lo vorranno potranno creare sul loro territorio degli appositi Centri di accoglienza per farsi carico di identificazione ed eventuale espulsione di chi non può godere del diritto d’asilo.

Vista così l’intesa sembra accogliere tutte le richieste italiane ma bisogna stare molto attenti a cantare vittoria perché prima di tutto bisognerà vedere se tutti i Paesi che ora si dicono solidali e pronti a collaborare saranno davvero pronti a rispettare gli obblighi che si sono assunti in sede europea. La solidarietà a parole dovrà essere confermata anche nei fatti e sarà questa la prova del nove per la tenuta dell’accordo e forse anche di tutta l’Unione Europea.

Troppo spesso si è parlato di collaborazione e condivisione degli sforzi per gestire l’enorme marea umana di rifugiati che ogni giorno intraprendono la via dell’Europa ma nei fatti poco o nulla è stato fatto. Saprà la UE dimostrarsi all’altezza delle aspettative? Per saperlo bisognerà attendere l’evolversi della situazione e capire come si comporteranno i singoli Stati di fronte alla realtà concreta delle cose.

In tutto questo, il comportamento della Francia al Consiglio Europeo di Bruxelles è stato quanto meno ostile alla proposta italiana. Il Presidente francese Emmanuel Macron si è dimostrato poco coerente con gli intenti di collaborazione nella gestione del flusso migratorio che aveva mostrato durante il vertice bilaterale Italia- Francia a Parigi. Proprio il Paese transalpino che ha sempre criticato la gestione italiana dei migranti si è reso colpevole di scene veramente poco rispettose della dignità e dei diritti umani.

Si spera che la Francia non usi questo accordo per continuare a scaricare sugli altri il peso della crisi migratoria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore