Yemen, ucciso l’ex Presidente Saleh. I ribelli Huthi si attribuiscono la paternità dell’attentato

Sanaa. L’ex presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, 75 anni, è morto. Secondo quanto reso noto dai ribelli Huthi, l’ex capo di Stato è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre fuggiva dalla capitale Sanaa. La notizia è stata confermata dagli uomini del partito dello stesso Saleh (Congresso generale popolare).

L’ex Presidente yemenita, Saleh

Sui social è subito apparso un video che ha mostrato il cadavere dell’uomo politico con una grave ferita alla testa. Saleh ha retto le sorti del Paese per ben 33 anni.  A quanto finora si è appreso sarebbero state le stesse milizie Huthi ad agire.

Saleh salì al potere nel 1978 quando c’erano due Yemen, quello del Nord e quello del Sud. Ma restò alla guida anche dopo l’unificazione avvenuta nel 1990. Nel 1994 vinse la guerra civile iniziata dai secessionisti del Sud. Nel 2001 ci furono numerose proteste popolari ispirate dalla cosiddetta Primavera araba che, insieme alla pressione internazionale, lo obbligarono ad abbandonare il potere.

Nel 2014 vide nell’insurrezione degli Huthi l’opportunità di tornare alla Presidenza, E così li appoggiò. Fino ai fatti di queste ore.

“Il Ministero degli Interni – ha informato la televisione dei ribelli – annuncia la fine della crisi delle milizie e la morte del suo leader e dei vari suoi sostenitori criminali”. Sabato scorso Saleh ha rotto il patto che aveva stretto con gli Huthi, dopo tre anni di appoggio, per buttarsi nelle braccia degli arabo sauditi che vogliono portare alla guida dello Stato, ridotto ormai  ad un cumulo di macerie e invaso da una terribile epidemia di colera, il Presidente Abdrabbo Mansur Hadi.

Il capo dei ribelli, Abdul Malik al Huthi, era pronto ad accettare una mediazione tra le tribù. Ma all’alba di domenica ha lanciato una controffensiva che ha colpito i quartieri dove risiedevano Saleh e la sua famiglia.

La morte di Saleh potrebbe portare ad un un nuovo ciclo di violenze interne. Per molti yemeniti era, infatti, l’uomo che avrebbe potuto porre fine al dominio delle milizie filo iraniane nel Paese.

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