Di Fabrizio Scarinci
VARSAVIA. Oggi a Varsavia, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il Primo ministro polacco Donald Tusk hanno firmato un importante accordo di cooperazione in materia di sicurezza.

Tra le altre cose, nel testo dell’intesa si fa apertamente riferimento alla possibilità che le Forze Armate di Varsavia intercettino, anche all’interno dello spazio aereo ucraino, droni e missili russi che potrebbero rappresentare una minaccia per il territorio polacco.
Come si può facilmente osservare, si tratta di un aspetto certamente non banale, che potrebbe senz’altro incrementare in maniera significativa il coinvolgimento della Polonia, Paese membro dell’Alleanza Atlantica, all’interno del conflitto (anche se, a dire il vero, soprattutto in questa fase caratterizzata dal ritorno sulla scena di Donald Trump, risulta comunque molto difficile immaginare che i russi vogliano davvero rispondere con rappresaglie dirette contro il territorio di Varsavia).

Stando a quanto dichiarato dal Presidente Zelensky, inoltre, l’accordo prevedrebbe anche la continuazione della collaborazione per ciò che concerne il trasferimento di aerei da combattimento all’Ucraina (ricordiamo come la Polonia abbia già fornito a Kiev diversi MiG-29 Fulcrum) e l’addestramento in territorio polacco della nuova unità militare volontaria nota come “legione ucraina”.
Verosimilmente spalleggiato dall’Amministrazione Biden e dai vertici della NATO, l’accordo (stipulato, non a caso, a poche ore dal Summit di Washington) sembrerebbe avere come obiettivo principale quello di mostrare al governo di Kiev (e, naturalmente, anche a quello di Mosca) la generale intenzione dei Paesi occidentali di continuare a sostenere l’Ucraina anche qualora il suo ingresso nell’Alleanza Atlantica non dovesse andare in porto.
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