di Lia Pasqualina Stani
Taranto. Inserita nell’elenco delle città d’arte, al termine dell’istruttoria condotta dalla direzione Sviluppo economico della Regione Puglia e ratificata dalla determina dirigenziale della direzione culturale, la città jonica ha raggiunto nella giornata odierna un altro obiettivo importante con la cerimonia solenne dell’inaugurazione della Stazione Carabinieri Taranto “San Cataldo”, intitolata alla Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri, Ettore D’Amore insignito di Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria.

La Stazione ha competenza territoriale di un mare di trentadue chilometri quadrati in cui vivono quarantamila abitanti. È il presidio dell’Arma dei Carabinieri nel centro storico della città dove è stato istituito nell’ottica di una riqualificazione socio-ambientale. Nella sede dello storico Palazzo Fornari di proprietà comunale, ubicato a metà strada tra il polo universitario jonico e il duomo di San Cataldo, è un’antica dimora Gentilizia risalente al XX secolo, contraddistinta dai soffitti in legno finemente decorati e i caratteristici ipogei.

Alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose, in piazza Duomo nella città vecchia di Taranto dove si è svolta la prima parte della cerimonia, è stata schierata una compagnia di formazione, articolata in un primo blocco con la tradizionale uniforme storica risalente al 1814 e mutata in pochi accessori e dettagli, nella cui composizione spicca il caratteristico copricapo con pennacchio, ritenuto uno dei più riconosciuti simboli dell’Italia nel mondo, la “Lucerna”.

Accanto un secondo blocco composto dai Comandanti di Stazione del Comando Provinciale di Taranto e due carabinieri a cavallo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca.

A completare lo schieramento c’erano i gonfaloni del Comune e della Provincia di Taranto, le Associazioni Nazionali Carabinieri in congedo, i labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, l’Orchestra dei Fiati del Conservatorio “Giovanni Paisiello” e infine gli alunni della scuola primaria “Consiglio”.

All’arrivo del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, la compagnia di formazione ha reso gli onori per la tradizionale rassegna.

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Nistri oltre a salutare le Autorità presenti, le Forze di Polizia e la cittadinanza intervenuta, ha rivolto un saluto ai familiari dei caduti dell’Arma decorati di medaglia d’oro al valore militare, la cui presenza è stata particolarmente significativa per dare il senso della continuità di un’opera che viene svolta dall’Arma da oltre due secoli e che trova un compimento talvolta in situazioni drammatiche e sottolinea lo spirito di sacrificio di chi indossa l’uniforme dell’Arma dei Carabinieri.

La presenza dei carabinieri nella città di Taranto e in particolar modo nella città vecchia è strettamente connessa alla storia di ogni contrada e di ogni borgo d’Italia. Nel 1861 la città di Taranto chiese l’invio dei carabinieri, e la storia dell’Arma a Taranto inizia proprio dal cuore della Città Vecchia. Con il tempo e con l’evolversi della storia le città si sono espanse, ma l’Arma ha sempre la capacità intrinseca di essere flessibile per adattarsi alle varie necessità del territorio e come affermava un predecessore tarantino del Comandante Nistri, il Generale Gallitelli: “l’Arma è lo Stato, è una delle principali espressioni della sicurezza in Italia”.

“L’Arma e le sue stazioni, le sue tenenze, le sue compagnie – ha dichiarato il Generale Nistri – sono la spina dorsale del sistema di sicurezza in Italia. Spina dorsale che si appoggia, si conforta e vive attraverso il quotidiano confronto e coordinamento con le Forze di Polizia sorelle”. L’Arma ha deciso di ritornare in questa parte della città che ha vissuto gli ultimi anni in modo difficile, quasi al margine, e la vita di ogni abitante etichettata spesso da varie forme di degrado. La presenza della Stazione Taranto “San Cataldo” come ha ribadito anche il sindaco Melucci, ha un significato profondo che va oltre il giorno di festa della cerimonia di inagurazione: nessuno vuole arrendersi e l’Amministrazione comunale cercherà di affiancare secondo le sue competenze i carabinieri di questo presidio.
“Nessuno farà un passo indietro – ha ribadito il Generale Nistri – Ovunque una Stazione dell’Arma è una espressione dello Stato che deve tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica”. Nella lettera che la città di Taranto inviò in quel lontano marzo 1861 in cui richiedeva l’invio di carabinieri, c’è un punto su cui si è soffermato il Generale Nistri: invigilare sulla vita dei cittadini.

“Invigilare significa – ha sottolineato Nistri – non solo capacità professionale e tecnica nel perseguire reati. Non significa solo competenza. In modo particolare significa impegno, dedizione, correttezza dei comportamenti e delle idee. Da questo non possiamo mai deflettere e come sono certo non si defletterà nella neocostituita Stazione. Perché senza correttezza, senza onestà è inutile essere carabiniere. Correttezza, onestà, professionalità e impegno: tutto questo deve poi tradursi in una presenza attiva, responsabile e consapevole. In definitiva deve ricondursi alla parola prossimità di cui tutti parlano ma realmente a Taranto nel 1861 è stata espressa da coloro i quali indossavano, indossano e indosseranno questi alamari. Sappiate essere all’altezza di quello che significa essere carabinieri. Aldilà delle estemporaneità giornalistiche e delle vicende contingenti, sappiate essere all’altezza delle necessità che ha la cittadinanza, di avere un punto di riferimento chiaro e limpido, costituito da quella insegna con la scritta carabinieri”.

La seconda parte della cerimonia si è conclusa con la simbolica consegna del Tricolore da parte del Sindaco al Comandante di Stazione, il tradizionale taglio del nastro da parte della madrina, una pronipote del Maresciallo Capo D’Amore, la benedizione dei locali del presidio da parte di Sua Eccellenza, il Vescovo di Taranto e la visita dell’edificio Gentilizio che annovera al suo interno tesori d’arte, quali un ipogeo perfettamente conservato.

Dallo scorso 16 luglio 2018, la Stazione è attiva nella Città Vecchia con il passo rassicurante delle pattuglie dei carabinieri che accompagna la vita, la storia e il futuro di questo territorio affinché ritorni alla vita normale che spetta anche a tutti i cittadini d’Italia ed in particolare a quelli regioni, province e comuni che hanno pagato un’inadempienza da superare insieme alla massima espressione dello Stato come l’Arma dei Carabinieri.

(Foto dell’Autrice)
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