EVIAN (FRANCIA). Ufficialmente costituita il 19 maggio scorso, in occasione della visita a Roma del Generale d’Armata Hubert Bonneau, Direttore Generale della Gendarmeria Nazionale francese (DGGN), l’Unità Operativa Franco-Italiana (UOFI) conosce il suo primo impiego operativo nell’ambito del dispositivo di sicurezza del Vertice G7, in programma dal 15 al 17 giugno 2026 a Évian-les-Bains, in Alta Savoia.
La Place du 8 Mai 1945, di fronte al Municipio di Publier, offre una vista privilegiata sul Lago di Ginevra.
È qui, tra Thonon-les-Bains ed Évian-les-Bains, che nei giorni scorsi, si è svolta una cerimonia semplice ma altamente simbolica per la Gendarmeria nazionale e per l’Arma dei Carabinieri: la consegna dello scudetto dell’Unità Operativa Franco-Italiana a dodici ufficiali e sottufficiali delle due Istituzioni, chiamati a prendere parte al primo impiego operativo dell’Unità in occasione del G7.
La cerimonia è stata presieduta dal Generale di Corpo d’Armata Frédéric Boudier, Comandante della Regione di Gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi (RGARA) e della Gendarmeria per la Zona di Difesa e Sicurezza Sud-Est.
“L’UOFI, la cui costituzione è stata formalizzata il 19 maggio scorso, a Roma dal Generale d’Armata Hubert Bonneau, Direttore Generale della Gendarmeria Nazionale, e dal suo omologo, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, è destinata a operare sia nell’ambito della sicurezza di grandi eventi sia nelle attività di sicurezza ordinaria su entrambi i lati della frontiera franco-italiana”, ha ricordato il Generale Boudier.

“La Regione di Gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi – ha aggiunto- è particolarmente orgogliosa di ospitare questo primo dispiegamento operativo, poiché conosce il valore dei nostri colleghi carabinieri e l’importanza della cooperazione con la loro Istituzione. Le relazioni tra le nostre due Forze sono solide e la presenza dell’UOFI in occasione del G7 conferma ancora una volta la fiducia reciproca che ci unisce.
La presenza di due uniformi all’interno della stessa unità rappresenta un messaggio forte: dimostra il nostro impegno nelle alleanze, la costanza dei nostri sforzi e la determinazione a non permettere che le rispettive frontiere diventino un ostacolo alla tutela dell’ordine pubblico, alla ricerca dei criminali e alla protezione delle persone e dei beni”.
Venti Gendarmi e venti Carabinieri
L’UOFI è composta da: 20 Gendarmi francesi, di cui 10 appartenenti alla Regione di Gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi e 10 alla Regione di Gendarmeria Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Tutti agli ordini del Capitano Robert Dossmann, vice comandante della Compagnia della Gendarmeria Dipartimentale di Nizza.
A questi si affiancano: 20 Carabinieri, di cui 10 provenienti dal Reggimento Carabinieri “Piemonte” di Torino e altrettanti dal Battaglione Carabinieri “Liguria” di Genova, inquadrati sotto il comando di un ufficiale donna dell’Arma dei Carabinieri.
Condizione indispensabile per l’ingresso nell’Unità è la conoscenza della lingua del Paese partner.
I Gendarmi selezionati sono tutti in possesso del Certificato Militare di Lingua italiana (CML) di livello 1, 2 o 3. I Carabinieri, pur non disponendo di un titolo equivalente, sono stati selezionati attraverso una specifica prova di conoscenza della lingua francese.
“In qualità di comandante dell’Unità – precisa il Capitano Dossmann – insisto affinché, quando operiamo in Francia, si parli il più possibile francese, in modo che i nostri colleghi italiani possano immergersi nella lingua. Allo stesso modo, quando operiamo in Italia, spetta ai gendarmi parlare italiano, così da acquisire quel linguaggio professionale che normalmente non utilizzano in Francia”.

Un Comandante franco-italiano
Entrato in Gendarmeria nel 1993 durante il servizio militare, il Capitano Dossmann ha inizialmente prestato servizio nella Gendarmeria Mobile, conseguendo la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria (OPJ), per poi transitare nella Gendarmeria Dipartimentale.
Dopo aver superato il concorso per Ufficiale proveniente dai ranghi, ha comandato la Brigata di Berre-l’Étang ed è successivamente divenuto vice Comandante di Compagnia a Draguignan e poi a Nizza, incarico al quale è stato assegnato proprio in previsione dell’assunzione del comando dell’UOFI.
Questo nuovo ruolo riveste per lui un significato particolare, poiché, contrariamente a quanto potrebbe suggerire il cognome, è di origini franco-italiane.
“Mia madre è calabrese e le mie prime parole sono state in italiano prima che in francese. Ho continuato a studiare la lingua alle scuole medie e superiori, durante gli studi universitari e poi in ambito professionale, conseguendo i vari livelli del Certificato Militare di Lingua per acquisire una terminologia operativa e tattica – ricorda l’ufficiale francese -. Per me è motivo di grande orgoglio comandare un’unità composta da francesi e italiani e ritrovare, nell’ambito professionale, una parte delle mie origini. Non è stato difficile trovare gendarmi che parlassero italiano: sono stati numerosi i volontari che hanno risposto all’appello. Anche per loro è motivo di orgoglio appartenere a questa nuova unità, poiché tutti conservano un legame particolare con l’Italia”.
Operativi sui due territori nazionali e oltre
Dopo la costituzione dell’Unità è iniziata la fase addestrativa.
“Abbiamo percorsi formativi iniziali leggermente diversi, pur essendo tutti militari – osserva il Capitano Dossmann -. Le regole d’ingaggio sono molto simili, ma l’obiettivo è acquisire rapidamente e congiuntamente procedure comuni. Per questo motivo svolgeremo almeno una settimana di addestramento ogni sei mesi, alternativamente in Francia e in Italia, per conoscerci meglio e sviluppare automatismi condivisi che possono variare a seconda del Paese in cui si opera”.
Un primo stage di quindici giorni si è svolto a Rochefort con tutto il personale dell’Unità.
Tra le attività svolte: polizia giudiziaria, polizia stradale, tecniche d’intervento, esercitazioni su scenari di attacco armato con vittime multiple.
Successivamente cinque gendarmi hanno frequentato il CoESPU (Center of Excellence for Stability Police Units) di Vicenza.
“Si tratta dell’equivalente del Centro Nazionale di Addestramento delle Forze di Gendarmeria (CNEFG) di Saint-Astier – spiega l’ufficiale – Vi hanno seguito un corso di ordine pubblico, anche se tale attività non rientra direttamente nelle missioni dell’UOFI. L’Unità è infatti una forza di circostanza che può essere impiegata in occasione di grandi eventi culturali, sportivi, diplomatici o politici, oppure a seguito di calamità naturali. Possiamo svolgere attività di sicurezza e assistenza ai dispositivi, ma non funzioni di mantenimento dell’ordine pubblico in senso stretto, poiché ciascun Paese dispone già delle proprie forze specializzate in tale settore”
L’impiego dell’Unità dipenderà dalle esigenze manifestate dalla parte francese o da quella italiana.
L’intervento può riguardare un singolo binomio oppure l’intera unità composta da venti pattuglie miste.
“Siamo operativi sull’intero territorio francese e italiano e, se necessario, anche in altri Paesi europei in presenza di cittadini francesi e italiani – precisa il Capitano Dossmann -. Durante il G7 siamo inseriti nel Gruppo Tattico di Gendarmeria (GTG) Rosso, responsabile della zona compresa tra il confine svizzero e Thonon-les-Bains. Il nostro compito consiste nel pattugliare l’intera area lacustre e le rive del Lago di Ginevra, fornendo supporto specialistico alle unità presenti, ad esempio in occasione del controllo di cittadini italiani.
Questo primo impiego operativo consentirà inoltre di far conoscere l’UOFI alle altre forze di sicurezza e alla popolazione, che si mostra molto sorpresa nel vedere dei carabinieri operare sul territorio francese, soprattutto tra i cittadini italiani”.
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