Carabinieri: operazione congiunta con la Polizia spagnola. A Madrid arrestato il latitante di ‘ndrangheta Domenico Paviglianiti

Madrid. E’ stato arrestato, due giorni fa, a Madrid dalla Polizia Spagnola – Udyco Central – e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna – Nucleo Investigativo – coordinati dal Procuratore della Repubblica di Bologna,  in collaborazione con Eurojust e in stretto raccordo con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (progetto ICAN e team ENFAST) il latitante Domenico Paviglianiti.

Lo stemma della Polizia nazionale spagnola

L’uomo era destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti di 11 anni, 8 mesi 15 giorni, emesso lo scorso 21 gennaio dalla Procura felsinea, per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Paviglianiti è ritenuto un elemento apicale dell’omonimo clan ‘ndranghetista, tuttora operante nei comuni di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri (Reggio Calabria) con ramificazioni nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, e nel Sud America per la gestione del traffico interazionale di stupefacenti.

Era già stato condannato all’ergastolo (pena in seguito sostituita in quella della reclusione nella durata di trenta anni) per una serie di omicidi, associazione di tipo mafioso e reati concernenti gli stupefacenti, commessi a partire dagli anni ’80.

All’operazione antimafia in Spagna hanno partecipato anche i Carabinieri di Bologna 

Lo stesso, in particolare, ha avuto un ruolo di prim’ordine nel corso della cosiddetta seconda guerra di mafia, allorquando unitamente ad altre famiglie di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria aveva appoggiato la cosca De Stefano nella sanguinosa faida con quella dei Condello.

La complessa ed articolata attività investigativa avviata nel mese di gennaio scorso, scaturisce dal nuovo provvedimento emesso dalla procura felsinea nei confronti del Paviglianiti. Detta misura, in particolare, scaturisce da un ricorso in Cassazione promosso dalla medesima Autorità Giudiziaria, che aveva rilevato un antecedente erroneo calcolo della pena tale da consentire al Paviglianiti di essere rimesso in libertà nell’ottobre del 2019.

In quell’occasione lo stesso aveva lasciato l’Italia e aveva trovato rifugio in Spagna approfittando di uno strutturato circuito relazionale in quel paese, consolidatosi attraverso gli illeciti traffici ivi gestiti.

Le indagini sono ancora in corso.

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