COSTA RICA: DOGANE E GUARDIE DOGANALI. UNA STORIA AFFASCINANTE CHE SFIORA LA LEGGENDA

Di Gerardo Severino*

SAN JOSE’ (COSTARICA). La storia delle Dogane andrebbe non solo conosciuta ma anche studiata attentamente dai ricercatori, trattandosi di un settore incredibilmente interessante, grazie al quale si può comprendere da vicino aspetti e vicende dei singoli Stati e dei popoli che li compongono.

Militi del disciolto Corpo del Resguardo Fiscal del Costa Rica

La storia delle Dogane è, quindi, parte integrante della storia dei popoli e delle loro tradizioni, così come è molto spesso il tassello mancante per capire meglio dinamiche sociali e persino eventi bellici, per non parlare di aspetti culturali.

Sono, infatti, proprio questi che, portandoci indietro negli anni, ci rivelano come aree geografiche molto lontane da noi, come lo erano e lo sono l’America Centrale e Meridionale, erano afflitte da vere e proprie piaghe sociali: la pirateria e il contrabbando, tanto per fornire un esempio tangibile.

Racconteremo con questo saggio la storia delle Dogane del Costa Rica, Amministrazione molto antica e, per certi versi, fra le più interessanti dal punto di vista socio-culturale.

 Dogane e contrabbando di tabacchi in Costa Rica

Iniziamo questa ricostruzione evidenziando che in Costa Rica una prima, vera Dogana fu istituita, sul finire del Settecento, nei pressi del Río Grande (a ridosso della città di Atenas, nell’attuale Provincia di Alejuela).

La Dogana ferroviaria di San Jose de Costa Rica (inizi Novecento)

Si trattava di un Ufficio, con relativo servizio di vigilanza armata a mezzo di Guardie Doganali (“Resguardo de la Aduana”), posto alle dipendenze della “Fabbrica di Tabacchi”, la quale aveva la necessità di impedire e reprimere il deleterio contrabbando di tabacco.

Il fenomeno era, almeno inizialmente, ascrivibile alla responsabilità degli stessi coltivatori, soprattutto quelli operanti nelle piantagioni attive nella zona di San Ramón.

Una vecchia placca utilizzata dagli Agentin del Corpom del Resguardo Fiscal

Questi traportavano il prodotto direttamente a Puntarenas, dal cui porto sull’Oceano Pacifico la merce partiva alla volta della Spagna e delle altre destinazioni europee, unitamente al famoso e ricercatissimo caffé. In origine la Dogana era ospitata in una vecchia struttura militare, una specie di piccola fortezza utilizzata dalla Guarnigione della Capitaneria Generale, suddivisa in tre sezioni.

Gli uffici veri e propri si trovavano alle estremità, mentre la sezione centrale ospitava il “Passo dei Muli“, ove avveniva il controllo doganale vero e proprio. In seguito, con la costruzione di strade adatte al transito dei carri, la fortezza fu abbandonata e, infine, demolita nel primi anni ’50 del Novecento.

La chiusura degli Uffici Doganali avvenne, molto probabilmente, a seguito dell’apertura delle rete ferroviaria, in virtù della quale furono istituite le Dogane di Limón e Puntarenas, ma soprattutto quella centrale, a San José, la Capitale.

Tornando al discorso iniziale, allorquando abbiamo citato l’importanza che le Dogane hanno avuto anche sul piano culturale, ci piace ricordare un passo di quanto scrisse, nel lontano 1852, nelle sue memorie di viaggio, il noto Wilhelm Marr, allora commerciante in Costa Rica ed in seguito controverso giornalista in Germania.

Ebbene, riferendosi proprio al Posto di controllo Doganale di Alajuela, prima Dogana del Paese nel quale visse dal 1852 al 1859, il Marr scrisse: “Robuste rocce di porfido si ergono su entrambe le sponde del fiume fino a un’altezza di 1800-2400 metri, sul cui versante orientale sorge la Dogana. Un edificio in pietra e calcare che ricorda una fortezza, su entrambi i lati si ergono quasi verticalmente rocce ricoperte di vegetazione, rendendo il contrabbando completamente impossibile. Una strada tortuosa e piuttosto ripida conduce dal profondo canale della valle a un ponte di pietra sotto le cui arcate, a una profondità di 15 metri, il Rio Grande ruggisce e spumeggia. Di notte, una capanna di canne situata oltre il ponte viene chiusa. Serve come alloggio per i dipendenti, subordinati incaricati della sorveglianza. Sul versante orientale della gola si trova la Dogana Principale, un basso edificio a un piano. Tutto ciò che va o viene dal porto deve passare attraverso il cortile della Dogana, attraversato dalla strada. Lì risiede l’Amministratore Generale delle Dogane” [1].

Molto interessante è anche la descrizione che ne diede, nel 1858, Thomas Francis Meagher: “Era il ponte, la Dogana, attraverso cui tutti coloro che si recavano all’interno del paese erano obbligati a passare. Qualsiasi tentativo di attraversare il fiume a monte o a valle di questa Dogana è punibile con dieci anni di carcere. Questo è già stato menzionato, ma poiché una pena così severa viene imposta per un reato veniale, vale la pena ribadire l’avvertimento concordato nell’avviso. Oltre la Dogana si trova un edificio di legno molto lungo, basso e rozzamente costruito, con un tetto di tegole rosse, che sporge di un metro e mezzo oltre la parete frontale fino a una fila di pali di cedro squadrati e sbiaditi. La Dogana è il luogo in cui si aprono le botti, si rimuovono i chiodi dalle casse, si scuciono le balle, si perquisiscono i bauli e si riscuote la maggior parte delle entrate della Repubblica[2].

I Doganieri e le Guardie di Confine Costaricensi (“Resguardo de la Aduana”) avrebbero scritto anche pagine di eroismo, soprattutto lungo le coste degli Oceani, laddove gli scontri con pirati, filibustieri e contrabbandieri furono all’ordine del giorno anche nei primi anni della Repubblica.

Gli uffici della Dogana principale di San José de Costa Rica (inizi Novecento)

Il Sistema Doganale costaricense a cavallo di due secoli

A questa prima Dogana, la quale avrebbe avuto un’incredibile importanza per lo sviluppo economico del Costa Rica, fece seguito l’istituzione dell’Ufficio Doganale di Sarapiquí, nella provincia di Heredia, il quale ebbe il compito di regolamentare le esportazioni attraverso il porto di San Juan. Successivamente furono, quindi, fondati i già prima citati Uffici Doganali di Puntarenas e Limón.

Sul piano normativo ricordiamo, invece, che la disciplina Doganale trasse spunti principalmente dalla “Legge Organica Provvisoria per la Sezione del Tesoro della Federazione“, promulgata dal Congresso Federale della “Repubblica dell’America Centrale”, cui il Costa Rica appartenne sino al 1838.

Con essa, oltre a designare gli Uffici Doganali Marittimi fu contemplata la nascita di un vero e proprio Corpo di Guardie di Frontiera, con posti attivi nelle località di Omoa, San Juan, Trujillo e Matina, a Nord e di La Unión e Puntarenas, a Sud.

Una maggiore peculiarità al sistema doganale Costaricense pervenne a seguito del varo della legge n. 8 del 31 ottobre 1885 (leggasi. “Legge Fiscale” della Repubblica del Costa Rica), la quale avrebbe autorizzato il Golfo di Nicoya,

Puntarenas e il porto caraibico di Limón al commercio d’altura, aperto quindi ai traffici commerciali transoceanici.

Gli Uffici Doganali sarebbero aumentati in base alle esigenze del commercio estero, portando alla creazione di un organismo di Governo ad essi dedicato.

Le Dogane del Costa Rica passarono, infatti, sotto l’autorità del cosiddetto  “Ufficio del Controllore Generale”, oggi noto come “Direzione Generale delle Dogane[3], in virtù dell’accordo esecutivo n. 153 del 31 marzo 1891, modificato dall’accordo n. 42 del giugno 1894 e n. 95 del giugno 1921.

La legge n. 18 del 12 luglio 1897 aveva consentito, invece, l’importazione di determinate merci attraverso il fiume San Juan de Colorado verso le valli di San Carlos e Colorado.

L’accordo n. 202 del 28 settembre 1911 istituì, quindi, un Ufficio Doganale a Puerto Culebra per gestire le merci scambiate con il Nicaragua e la regione di confine.

L’accordo n. 31 del 21 maggio 1924 istituì un Ufficio Doganale nella stessa Colorado, per il commercio con il Nicaragua.

Fu, poi, grazie al Decreto n. 19 del 10 agosto 1939 che fu possibile designare l’area nota con il nome di “Punta Quepos“, sull’Oceano Pacifico, quale porto per il commercio d’altura, istituendo di conseguenza un nuovo Ufficio Doganale per la gestione dei servizi di esportazione e importazione.

Il Decreto n. 27 del 24 novembre dello stesso ‘39 designò, poi, l’area nota come Golfito, sulla costa meridionale del Pacifico, come porto soggetto all’Ufficio Doganale di Puntarenas. In essa Doganieri e Guardie Doganali avrebbero vigilato sulle operazioni di importazione ed esportazione.

Successivamente, il decreto n. 25 del 10 luglio 1941 la designò come porto d’altura.

Non meno importante sarebbe stata, quindi, l’opera dell’Ufficio Doganale istituito a Llano de Mata Redonda, località nota anche come La Sabana, ove la legge n. 29 del 28 novembre 1936 aveva aperto un aeroporto civile, ovviamente sotto il controllo statale.

Questa situazione ci porta a parlare del “Servizio Nazionale delle Dogane” del Costa Rica, il quale avrebbe trovato linfa vitale nella legge n. 3421 del 6 ottobre 1964, la quale, nell’approvare il protocollo del “Trattato Generale di Integrazione Economica Centroamericana” varò anche l’entrata in vigore del “Codice Doganale Uniforme Centroamericano“, firmato il 13 dicembre 1963 a Città del Guatemala.

Una vecchia patch della Guardia Doganale del Costa Rica

La legge del ’64  conferisce ancora oggi lo status di massima autorità a livello nazionale al citato “Servizio Nazionale delle Dogane”, riconoscendogli la Direzione Tecnica e Amministrativa delle Dogane e degli altri Enti operanti nel settore doganale.

Fu, infine, solo grazie alla firma del Decreto esecutivo n. 15 del 7 maggio 1966 che l’intera materia Doganale venne definitivamente disciplinata, almeno riguardo agli aspetti istituzionali di un certo livello  [4].

Al di là della struttura centrale, attualmente in Costa Rica operano sette uffici doganali, cinque dogane terrestri, aeree e postali, più dieci dogane di zona franca.

Ad essi si affianca la preziosissima opera svolta dal Corpo della “Polizia di Controllo Fiscale”.

Il Corpo, che andò a sostituire sul campo il “Resguardo Fiscal”, la vecchia Milizia Doganale di ottocentesca memoria, trae origini dall’art. 27 della legge n. 7410 del 26 maggio 1994, nota come “Legge Generale di Polizia” (5).

L’articolo 28 della medesima legge stabilì, tra le altre competenze della “Polizia di Controllo Fiscale”, che il Corpo aveva, come compito istituzionale, quello di garantire in generale il rispetto della normativa tributaria.

Inoltre, il Decreto esecutivo n. 23427-MP, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 15 luglio 1994, previde (all’articolo 1, comma f.), che il Corpo fosse posto alle dipendenze del Ministero delle Finanze, con il compito specifico di provvedere alla prevenzione e alla repressione dei reati fiscali e doganali, come il contrabbando e l’evasione fiscale, analogamente a quanto avviene in Italia con il Corpo della Guardia di Finanza.

La visita del ministro delle Finanze del Costa Rica al Comando Generale della Guardia di Finanza (2024)

Ed è proprio con le nostre Fiamme Gialle che nel dicembre del 2024 il ministro delle Finanze della Costa Rica, Nogui Acosta Jaén, nel quadro di una visita ufficiale in Italia (12 e 13 dicembre) ha firmato un Memorandum d’intesa in materia di cooperazione nella formazione tecnica e nello scambio di informazioni fiscali.

NOTE

[1] Wilhelm Marr, Viaje a Centroamerica, San José de Costa Rica, Editorial de la Universidad de Costa Rica, 2004, par. 341.

[2] Thomas Francis Meagher, Holidays in Costa Rica, in Harper’s Magazine, 1858.

[3] L’Ufficio del Controllore Generale era una sorta di Corte Suprema presso la quale venivano esaminati e approvati i conti che gli amministratori, i tesorieri e gli esattori di fondi pubblici dovevano presentare. Esaminava, inoltre, in via prioritaria, le varie controversie e le questioni di politica doganale sottopostegli dagli stessi amministratori doganali.

[4] Il sistema è attualmente disciplinato dalla Legge n. 7557 del 20 ottobre 1995, approvata dall’Assemblea Legislativa del Costa Rica con il titolo di “Ley General de Aduanas”.

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza- Storico militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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