COVID-19: gli Stati Uniti aprono alla quarta dose per over 50 anni e over 18 con compromissione del sistema immunitario

Di Pierpaolo Piras*

Washington (nostro servizio). Un’altra buona notizia viene comunicata dalla letteratura scientifica sulla terapia vaccinica anti Covid-19.

Gli USA aprono alla somministrazione della quarta dose

La Food and Drug Administration (FDA), il più autorevole ente scientifico e di controllo degli USA, ha autorizzato la somministrazione di una seconda dose di richiamo (booster) Covid-19, nelle persone di età superiore ai 50 anni.

Anche se alcuni studiosi nutrono ancora qualche dubbio sulla sua necessità.

Più in particolare, la FDA ha concesso l’autorizzazione all’uso sia dei vaccini Pfizer che di Moderna per la somministrazione del secondo booster – sarebbe la quarta dose complessiva – per gli adulti sopra i 50 anni e quelli sopra i 18 anni ma con una compromissione del sistema immunitario.

La sede della FDA

Il consenso generale degli scienziati, in specie quello ottenuto dal CDC di Washington nel definire l’efficacia degli attuali vaccini sia contro la variante Omicron che verso questa nuova sotto variante Omicron, la BA.2, è reso necessario per la prevenzione della malattia grave.

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) collabora con il Governo USA al fine di creare le appropriate competenze, le informazioni basate sull’evidenza scientifica e gli strumenti di cui le persone e le comunità hanno bisogno per proteggere la propria salute attraverso la promozione del benessere sociale, la prevenzione delle malattie, lesioni e disabilità e la preparazione degli strumenti necessari  per fronteggiare ogni nuova minaccia per la salute.

Il CDC precisa che al momento non c’è la stretta necessità che tutta la popolazione generale riceva una quarta inoculazione vaccinale.

Ad oggi, l’obiettivo deve essere quello di assicurarci che il maggior numero possibile di persone riceva il secondo booster.

Il secondo booster (quarta dose) è invece strettamente consigliato se si è  praticata la terza dose più di 4-6 mesi prima, se si ha un’età superiore a 50 anni, si è tollerato bene le dosi precedenti e se si è preoccupato per l’ondata di contagi, secondo la nuova variante BA.2.

Oppure se si è in viaggio o se si esercita un’attività a forte rischio di contagio.

Per aumentare o non aumentare la prevenzione

I tempi da osservare per un richiamo e chi dovrebbe essere idoneo, dipende da ciò che la nazione sta cercando di ottenere con la sua strategia di vaccinazione.

Se l’obiettivo è prevenire qualsiasi infezione sintomatica da COVID-19,  oppure lenire la diffusione del virus oppure l’obiettivo è la profilassi verso le malattie gravi che richiedono il ricovero in ospedale, allora la quarta dose è più che opportuna.

Arriva una nuova vaccinazione contro il COVID-19

Una ricerca israeliana ha dimostrato, ad esempio, che già una terza dose di Pfizer preveniva l’ospedalizzazione per malattia grave in misura pari al 93% , al 92% contro la malattia grave e all’81% contro la morte.

Un secondo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha rilevato che un richiamo del vaccino Pfizer risulta efficace al 95% contro l’infezione da COVID-19, senza suscitare ulteriori problemi di sicurezza.

La strategia vaccinale vuole che dobbiamo prima di tutto assicurarci che ci sia un’immunizzazione globale in modo che tutte le persone che non sono state vaccinate vengano al più presto vaccinate.

Vaccino annuale?

Il comitato della FDA prendendo in considerazione le prove sulla sicurezza e l’efficacia delle dosi aggiuntive di vaccino, discuterà su come impostare un processo di studi e sperimentazione – simile a quello utilizzato per il vaccino antinfluenzale ed altri – per essere in grado di determinare la composizione dei vaccini COVID man mano che emergono nuove varianti.

Vaccini anti COVID

Questo risultato potrebbe gettare le basi per una dose vaccinale annuale,  se necessario.

La storia naturale di questa pandemia, da quello che stiamo vedendo in tutto il mondo, è che la variante BA.2 è già sicuramente qui tra noi, è altamente trasmissibile, e si può presumere che avremo un’ulteriore ondata di BA.2 nel mondo occidentale.

Ecco perché dobbiamo essere preparati a questa evenienza, quindi è per questo che abbiamo bisogno della quarta dose.

Cosa faremo in futuro ?

Il Regno Unito, col classico pragmatismo britannico, non ha perso tempo, ha iniziato a offrire booster a chiunque abbia più di 75 anni e l’autorità sanitaria svedese ha raccomandato la quarta dose alle persone di età superiore agli 80 anni.

Hanno ricordato al pubblico che la pandemia di COVID potrebbe effettivamente diminuire e trasformarsi in endemia.

Ciò non significa che il COVID sia finito o scomparso.

Anzi, potrebbe verificarsi che forse avremmo bisogno di fornire un promemoria periodico al nostro sistema immunitario per rimanere protetti.

In altre parole, potremmo dover essere potenziati, forse ogni anno, come facciamo anche nei confronti del virus influenzale.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

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