Criminalità organizzata: le mani della ‘ndrangheta sull’edilizia

Di Assunta Romano 

Roma. La ’ndrangheta è la consorteria mafiosa maggiormente coinvolta nei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia.

E’ quanto emerge dall’analisi presentata dal Gruppo Interforze Centrale (GIC) del Servizio Analisi Criminale.

Il grafico mostra le interdittive antimafia a Nord, Centro e Sud Italia

La struttura fa parte della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Il dossier dal titolo “Le interdittive antimafia e le variazioni societarie nel settore edilizio- 2016-2021” raccoglie i dati elaborati in collaborazione con EURISPES- Istituto di Studi Politici Economici e Sociali.

Il numero delle interdittive nei confronti  della ‘ndrangheta raggiunge  picchi significativi nel 2020 e nel 2021.

Sempre sulle interdittive, la camorra registra un picco nel 2018, Cosa Nostra, ha raggiunto il dato più alto nel 2016 e la Sacra Corona Unita nel 2021.

La presenza della ‘ndrangheta si rivela pervasiva in tutti e tre i settori presi in esame: costruzione di edifici, lavori di costruzioni specializzati, ingegneria civile.

E’ soprattutto nella costruzione di edifici che il numero delle interdittive registra tassi significativi, in particolare nel 2020 e 2021.

Il rapporto analizza, partendo dal codice ATECO di riferimento, il trend delle informazioni antimafia emanate a livello nazionale.

Altri elementi presi in considerazione sono l’incidenza territoriale suddivisa tra Nord, Centro e Sud, il coinvolgimento delle principali organizzazioni mafiose e le variazioni societarie.

In tutto il periodo preso in esame  e per tutti i codici ATECO del macro settore edilizio, il Sud Italia registra il maggior numero di interdittive (492) rispetto al Nord e al Centro.

L’analisi del GIC parte dalla mappatura delle cave ubicate in Piemonte.

Una cava per l’edilizia

In questa regione operano 254 imprese di piccola e media grandezza che gestiscono 323 siti estrattivi.

E’ proprio partendo dalle cave e, quindi, dal ciclo di produzione dei materiali necessarie per l’edilizia, che è possibile intercettare  tentativi di infiltrazione mafiosa.

In tutti e tre i comparti il tasso piu’ elevato delle interdittive si concentra nel 2018.

Ma è nel campo delle costruzioni di edifici che si registra il numero piu’ elevato: 70 nel 2016, 158 nel 2020 e 137 nel 2021.

Un capitolo a parte viene dedicato  alle variazioni societarie.

Questo elemento viene ritenuto da GIC una possibile “spia” di infiltrazione e condizionamento criminale del comparto.

Turn-over di cariche e di partecipazioni, trasferimenti di quote, trasferimenti di aziende, trasferimenti di sede, variazioni di natura giuridica e/o del capitale sociale rappresentano importanti campanelli d’allarme di possibili attività criminali.

L’importanza di continuare a monitorare il fenomeno appare ancora più evidente con l’arrivo dei fondi europei del PNRR.

E’ quanto ha sottolineato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in occasione di una recente conferenza stampa.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese

“Sul PNRR – ha detto – abbiamo consapevolezza della possibilità di infiltrazioni delle mafie. Proprio per questo come amministrazione dell’Interno abbiamo cercato fin dall’inizio della pandemia di mettere in sicurezza alcune procedure”.

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