Crisi venezuelana, riunione d’urgenza dei Paesi Mercosur

Buenos Aires. Riunione d’emergenza, questo pomeriggio, a Buenos Aires dei ministri degli Esteri dei Paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay.

All’ordine del giorno la situzione politico-istituzionale che si è venuta a creare in Venezuela dopo che la Corte Suprema ha deciso di revocare i poteri al Parlamento.

Manifestazioni di piazza in Venezuela.

Sulla questione è intervenuto il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro che ha chiesto alla Corte di rivedere la sua decisione. Una scelta aspramente criticata dall’opposizione e dai Governi stranieri. L’annuncio è arrivato poche ore prima di una serie di grandi manifestazioni convocate dall’opposizione contro il Governo.

Al termine di una riunione notturna, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, presieduto dallo stesso Maduro, ha annunciato il proprio appoggio ad una revisione della decisione della Corte Suprema, “con l’obiettivo di mantenere la stabilità istituzionale”. I leader dell’opposizione hanno però immediatamente criticato la decisione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, definendola una mossa che poco fa per risolvere la crisi. “Diciamolo con chiarezza – ha affermato Freddy Guevara, primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale -: la revisione di una decisione che lascia tutto come prima non risolve un colpo di Stato”

La riunione di questo pomeriggio a Buenos Aires è stata convocata dal ministro degli Esteri argentino, Susana Malcorra (l’Argentina già presiede la sessione del Mercosur). Saranno presenti i ministri degli Esteri del Brasile, Aloysio Nunes, del Paraguay Eladio Loizaga e dell’Uruguay Rodolfo Nin Novoa.

In una nota i Paesi fondatori del Mercosur evidenziano come la loro linea politica segua i “principi fondamentali dello Stato di diritto e voglia preservare la democrazia nella regione latinoamericana”.

I ministri degli Esteri di Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay hanno già sospeso il Venezuela come Stato membro del Mercosur lo scorso 1° dicembre, accusandolo di non compiere affari commerciali e politici con gli altri membri. Ma Caracas nega.

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