ROMA. Rafforzare le capacità tecnologiche nazionali senza rinunciare alla cooperazione internazionale, investendo sulle competenze e sulle eccellenze già presenti in Italia. È la prospettiva delineata da Andrea Monti, direttore generale di Tinexta Cyber, intervenuto nell’ambito di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione nazionale giovani innovatori (ANGI) dedicato alle nuove sfide della sicurezza digitale.
Al centro dell’intervento il tema della sovranità tecnologica, intesa come capacità di un Paese di disporre di strumenti e competenze autonome per proteggere i propri asset strategici.
«La sovranità è importante nel senso di avere capacità nazionali autonome e indipendenti per difendere i nostri asset e il nostro perimetro», ha spiegato Monti.

La cybersecurity, tuttavia, non può essere affrontata esclusivamente all’interno dei confini nazionali. La natura stessa delle minacce informatiche rende necessaria una dimensione internazionale della difesa e, soprattutto, una forte capacità di condivisione delle informazioni.
«La sicurezza come difesa è per definizione globale o transnazionale», ha sottolineato il direttore generale di Tinexta Cyber. «Più dati, più informazioni abbiamo e più c’è condivisione delle informazioni, più la sicurezza è garantita o garantibile».
Sovranità e cooperazione internazionale non rappresentano quindi due principi contrapposti. La sfida consiste nel costruire capacità autonome mantenendo allo stesso tempo l’accesso a un ecosistema informativo sufficientemente ampio da consentire di individuare e contrastare le minacce.
Sul fronte delle competenze, secondo Monti, l’Italia dispone già di un patrimonio importante. «In Italia abbiamo competenze, abbiamo centri di competenza, abbiamo aziende, abbiamo professionisti di estremo valore», ha affermato, ricordando come alcune realtà italiane siano rappresentate a livello internazionale come eccellenze del settore.
Il punto, quindi, è riuscire a investire maggiormente nello sviluppo di queste capacità e trasformarle in asset tecnologici sempre più solidi.
Una necessità che diventa particolarmente evidente guardando all’intelligenza artificiale. «Dipendiamo troppo dagli sviluppi che vengono fatti all’estero», ha sottolineato Monti, richiamando la necessità di rafforzare la capacità europea di sviluppare tecnologie e piattaforme proprie.
La questione non riguarda soltanto le competenze tecniche. Secondo il direttore generale di Tinexta Cyber, servono anche maggiore consapevolezza e fiducia nelle capacità presenti nel Paese.
«In Italia ci sono tanti validi professionisti, siamo bravi e dovremmo crederci un po’ di più», ha concluso Monti.
La sfida della sovranità tecnologica passa dunque dalla capacità di trovare un equilibrio tra autonomia e cooperazione: sviluppare competenze, aziende e tecnologie nazionali, ridurre le dipendenze strategiche e, contemporaneamente, mantenere quella condivisione internazionale di dati e informazioni indispensabile per affrontare minacce cyber che non conoscono confini.
LINK DEL VIDEO https://youtu.be/Vb1GnKLrn9s
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