Incendio deposito carburanti: a Calenzano divampano le fiamme. Almeno 2 morti e 9 feriti. La Procura di Prato apre un’inchiesta. Il sito è operativo dal 1956

FIRENZE. L’Eni, con una nota ufficiale, ha confermato, poche ore fa, che mattina è divampato un incendio presso il deposito di carburanti a Calenzano (Firenze) e che i Vigili del Fuoco hanno domato le fiamme che sono confinate alla zona pensiline di carico e non interessano in alcun modo il parco serbatoi.

Un’immagine dell’incendio

Poco fa l’Eni, in un’altra nota, ha espresso la propria forte vicinanza alle famiglie delle persone decedute e a quelle rimaste coinvolte nell’incidente.

Inoltre., la società ha aggiunto di stare “pienamente collaborando con l’Autorità Giudiziaria per l’accertamento delle dinamiche e delle cause dell’esplosione di una delle autobotti presso la pensilina di carico”.

I tecnici dell’Agenzia regionale Toscana per la protezione ambientale, scrive sui social il presidente della Toscana, Eugenio Cuiani sui social,  si sono recati sul posto per valutare le potenziali ricadute degli inquinanti, inclusi eventuali effetti sui corsi d’acqua”

L’incendio, sempre secondo fonti della Regione ha causato almeno due morti, 9 feriti – tre dei quali ricoverati in codice rosso – e 3 dispersi . I depositi sono rimasti intatti, ha aggiunto Ciani.

Il Dipartimento della Protezione civile ha attivato un alert per un raggio di 5 chilometri dalla zona di esplosione avvenuta a Calenzano, “con cui si chiede di tenere chiuse le finestre e di non avvicinarsi alla zona”.

Ha poi attivato l’unità di crisi ed è in stretto coordinamento con il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato dalla Prefettura fiorentina.

La deflagrazione è avvenuta in un’area definita punto di carico dove le autobotti effettuano il rifornimento di carburante. La colonna di fumo è visibile anche dai comuni vicini.

Su quanto accaduto la Procura della Repubblica di Firenze aprirà un’inchiesta,

“Sara aperto un procedimento penale per appurare eventuali responsabilità””, ha scritto in una nota il Procuratore capo di Prato Luca Tescaroli che stamattina ha fatto un sopralluogo nel deposito.

“Allo stato – ha aggiunto Tescaroli – è possibile evidenziare che al momento dell’esplosione erano presenti diverse autobotti parcheggiate all’altezza degli stalli di approvvigionamento del carburante”.

Nell’area interessata dall’esplosione è presente un forte odore acre dovuto alla combustione di idrocarburi, tanto che alle persone presenti vengono distribuite mascherine per potersi riparare le vie respiratorie

Il deposito carburanti di Calenzano, spiega l’Eni, è operativo dal 1956 nella zona a Sud del Comune di Calenzano (Firenze).

Il sito si estende su una superficie totale di circa 180 mila metri quadrati e movimenta benzina, gasoli e jet fuel.

Il deposito è rifornito prevalentemente dalla raffineria Eni di Livorno, alla quale è connesso tramite due oleodotti, e svolge attività di stoccaggio e di spedizioni tramite carico di autobotti.

E’ dotato di  24 serbatoi, 10 pensiline di carico, palazzine uffici, portineria, sala pompe, impianti di trattamento acque e recupero vapori, presidi antincendio, impianti elettrici e strumentazioni varie.

La gestione delle operazioni di riempimento dei serbatoi e di carico delle autobotti viene effettuata tramite la supervisione della sala controllo.

Il deposito è dotato di una squadra di emergenza interna individuata tra il personale operativo.

 

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