Di Chiara CavalieriĀ
IL CAIRO. Il Governo egiziano si sta preparando a ospitare la seconda riunione ministeriale del Processo di Khartoum, in agenda il prossimo 9 aprile.
L’incontro vedrĆ la partecipazione di 40 Paesi ed ĆØ considerato un appuntamento cruciale per la gestione della migrazione irregolare tra Africa orientale ed Europa.

Il Processo di Khartoum: una piattaforma per la cooperazione
Lanciato nel novembre 2014 a Khartoum, in Sudan, il Processo di Khartoum ĆØ un’iniziativa congiunta tra Unione Europea, Africa orientale e Corno d’Africa, con l’obiettivo di contrastare la tratta di esseri umani e il traffico di migranti. Il forum coinvolge:
ā27 Stati membri dell’Unione Europea, Svizzera e Norvegia
āPaesi africani del Corno d’Africa e dell’Africa orientale (Sudan, Etiopia, Eritrea, Gibuti, Kenya, Sudan del Sud)
āOrganizzazioni internazionali come OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)
āCommissione dell’Unione Africana e Commissione Europea
L’obiettivo principale ĆØ rafforzare la cooperazione tra i Paesi di origine, di transito e di destinazione della migrazione, promuovendo strategie per lo sviluppo sostenibile e la protezione dei diritti dei migranti.
Le rotte migratorie e il ruolo dell’Egitto
L’Africa orientale e il Corno d’Africa sono tra le principali aree di partenza per i flussi migratori verso l’Europa.
Migranti provenienti da Sudan, Eritrea ed Etiopia percorrono la “rotta orientale”, attraversando il Mar Rosso e il Golfo di Aden verso lo Yemen, per poi dirigersi verso i Paesi del Golfo o l’Europa passando per la Ā Libia e la Tunisia.
Secondo i dati dellāOIM, oltre 450 mila migranti hanno seguito questa rotta negli ultimi dieci anni.
L’Egitto, che ha assunto la presidenza del Processo di Khartoum nell’aprile 2024, ha rafforzato il proprio impegno nella gestione della migrazione, assumendo un ruolo chiave nel coordinamento internazionale.
La riunione del 9 aprile 2025
Per preparare l’incontro, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel Aati ha presieduto una riunione di coordinamento per definire i dettagli logistici e cerimoniali.

La riunione ministeriale del 9 aprile rappresenterĆ un momento chiave per:
āRafforzare il dialogo politico tra Africa ed Europa sulla migrazione
āDefinire nuove strategie per contrastare la migrazione irregolare
āPromuovere canali legali per una migrazione sicura e regolamentata
āAffrontare le cause profonde della migrazione, tra cui povertĆ , conflitti e cambiamenti climatici
L’appuntamento nella capitale egiziana rappresenta un’opportunitĆ per consolidare il Processo di Khartoum come uno strumento essenziale per una gestione coordinata dei flussi migratori, contribuendo alla sicurezza e alla stabilitĆ regionale.
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