Esercito: la Specificità militare nelle parole del Generale Francesco Maria Ceravolo

Roma.  Le Forze Armate vengono sempre più spesso invocate per risolvere situazioni di emergenza, quando le organizzazioni civili deputate, nell’ordinarietà, ad occuparsi di un problema non riescono a farlo compiutamente oppure nei ristretti tempi richiesti dalle stesse situazioni di emergenza.

In questi casi, l’invocazione che tutti fanno, politici e gente comune, è “chiamate l’ESERCITO!”, ovvero i Militari, che nell’immaginario collettivo viene riconosciuto come l’organizzazione più idonea a gestire le emergenze (prima fra tutte, la guerra), quando le convenzioni e i limiti del tempo normale vengono meno e la tempestività  e l’efficacia dell’azione è preminente su ogni altra considerazione.

Ne è fermamente e fortemente convinto il Generale Francesco Maria Ceravolo, presidente del CO.CE.R.  Esercito, che ha voluto porre l’accento sulla specificità militare.

Il Generale Francesco Maria Ceravolo

“L’Esercito, che delle Forze Armate rappresenta la componente di gran lunga più numerosa – dice il Generale Ceravolo – è in grado di intervenire nelle emergenze perché ha regole e valori propri, diversi da quelli della società civile, primo fra tutti il giuramento di fedeltà alla Patria, regole e valori che gli consentono di operare quando tutte le altre organizzazioni rallentano o si fermano. Da questa premessa, si estrinseca il concetto di specificità militare recepito dall’ordinamento nazionale”.

“La specificità militare – sottolinea ancora il Generale Ceravolo – va immaginata come una bilancia a due piatti che devono sempre  essere in equilibrio. Sul primo piatto, si collocano i doveri dello Status Militare che comprimono necessariamente i diritti del cittadino militare: divieto di sciopero e di iscrizione a partiti politici; soggezione a 2 ulteriori codici penali militari (di pace e di guerra); subordinazione fino all’estremo sacrificio della vita; obbedienza a tutti gli ordini (che non siano contrari alla Costituzione e che non siano manifestamente reato); disciplina militare regolata da norme molto più stringenti di quelli della società civile.   Non ultima  la gerarchia che individua in modo inequivocabile nei comandanti a tutti i livelli i responsabili delle azioni delle Forze Armate,  comandanti che  a loro volta rispondono del proprio operato ai poteri esecutivo, legislativo e giudiziario.”

Esercito in prima linea per l’emergenza sanitaria, allestimento dell’ospedale da campo a Crema nello scorso mese di marzo

Valori, ideali. Semplicemente uno status di vita che ogni singolo militare decide di abbracciare giurando davanti al nostro tricolore.

“L’Esercito però  è anche un “corpo vivo” – continua ancora il presidente del CO.CE.R. Esercito –  e, oltre agli obblighi materiali sopra descritti, deve riconoscersi in altri valori immateriali, quali lealtà, esempio, onore, dovere. Si tratta di valori che ne costituiscono l’essenza vitale e che ne consentiranno il corretto funzionamento nei momenti di crisi, quando tutte le altre organizzazioni, di fronte al pericolo, arretreranno. In tali situazioni, soltanto i militari formati agli insegnamenti militari e professionalmente addestrati andranno consapevolmente incontro al pericolo, avendo essi il compito di difendere ad ogni costo la Nazione, il popolo e la Costituzione.

Sull’altro piatto della bilancia, vanno posti (dallo Stato e dal Popolo) dei benefici di carattere giuridico ed economico che compensino, almeno parzialmente, la compressione dei diritti, la necessità di anteporre il dovere agli interessi privati per il bene della comunità nazionale. In particolare – ha ancora sottolineato il Generale Ceravolo – una remunerazione  di base che differenzi i militari dal resto del Pubblico Impiego, agevolazioni fiscali  per le competenze accessorie legate alla operatività dello strumento militare, la possibilità di disporre di alloggi ogni qual volta si viene trasferiti per esigenze di servizio, supporto alle famiglie per inserirsi nelle nuove realtà locali o quando  restano separate da uno dei componenti della famiglia impiegato in missione.”

Task force sanitaria Covid in Sardegna nello scorso mese di maggio

“Infine – conclude il Generale Ceravolo – al di la delle risorse economiche da  assegnare esiste un limite massimo di impiegabilità delle unità militari, oltre il quale l’unità  perde qualsiasi capacità operativa per l’impossibilità di addestrarsi e ricondizionare i materiali.  Contestualmente  il singolo militare subisce un logorio che diviene insostenibile, già nel medio periodo, causando problemi personali e familiari che ne minano motivazione e  a volte persino la salute (patologie correlate allo stress lavoro correlato, difficolta mantenimento prontezza psicologica, sviluppo di problematiche connesse all’ambito familiare, gestione della prole  aumento dei conflitti con il coniuge, separazioni e divorzi. Plausibile calo rendimento dovuto al sovraccarico lavorativo, aumento degli incidenti causati da errore umano, ripercussione sulla soddisfazione lavorativa e di conseguenza delle relazioni interpersonali con superiori gerarchici o con personale alle dipendenze, aumento dei conflitti in caserma, infortuni sul lavoro dovuti a scarso turn over del personale). Pertanto in caso di impegni troppo elevati e prolungati nel tempo l’unica soluzione e l’incremento  delle dotazioni organiche di personale della Forza Armata per assolvere le missioni assegnate.

Come detto, l’Esercito è un corpo vivo, composto dall’insieme dei singoli militari, che ha bisogno di essere apprezzato e gratificato dallo Stato e dal popolo per restare vitale, efficiente ed efficace e rimanere sempre il baluardo della difesa, sicurezza e prosperità del popolo e la Nazione.

L’Esercito  e il personale che lo compone non possono, quindi, essere considerati, tanto meno gestiti, come un’organizzazione civile, altrimenti si dispone non già di un esercito ma di un insieme di “operatori”, che al momento del bisogno e di dover intervenire in tempi rapidissimi, al di là del valore dei singoli, si sfalderà, rendendo inutili gli investimenti dello Stato.”

Gli uomini dell’Esercito, in prima lnea per l’emergenza sanitaria, impegnati nell’implementazione supporto CIS ospedale da campo di Crema.

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