Forze Armate: istituire il 4 Novembre come Festa nazionale. Il lungo viaggio di Pasquale Trabucco per far conoscere alla politica e ai cittadini il valore della sua proposta

Roma. Prosegue la grande sensibilizzazione di Pasquale Trabucco paracadutista dell’ANPDI, ufficiale del 100^ Corso AUC ed oggi, Presidente del Comitato Noistiamoconpasqualetrabucco per il ripristino del IV novembre Festa Nazionale”.

Pasquale Trabucco con il capo del Governo Giuseppe Conte all’Altare della Patria

Questo Comitato si propone di ottenere il ripristino della Festa Nazionale del 4 Novembre per i “grandi valori che rappresenta nella storia della nostra Patria, per la forza unificante dei cittadini con le Forze Armate, dei giovani con gli anziani, dell’Italia intera sotto il Tricolore”.

L’unità d’Italia – spiega Trabucco a Report Difesa – è iniziata con le lotte risorgimentali e voluta con fede, mobilita le intelligenze, le passioni, l’amore che portarono alla conquista di Trento e Trieste e alla fine della I Guerra mondiale, alla nascita dell’l’Italia di oggi con la fiducia nel popolo e nelle Forze Armate”.

Il Comitato guarda al 4 Novembre come ad una colonna infinita di punti rossi che raccontano il sacrificio di ogni soldato caduto “per consegnarci questa Patria con Trento e Trieste finalmente italiane: 1.200.000 morti tra militari e civili”.

La celebrazione del 4 Novembre 2018 a Trieste

Tornare al pieno riconoscimento della Festa Nazionale, spiega ancora Trabucco, “significa ricordare ed onorare i nostri Caduti, i nostri nonni e i nostri bisnonni, significa ridare valore alto a uno dei momenti più importanti della nostra storia e consegnarla con il pieno riconoscimento ai nostri figli e nipoti”.

Ora che il reciproco rispetto, la collaborazione e la pace sono valori che la comune appartenenza europea ha consegnato da diversi decenni alle Nazioni che un tempo furono belligeranti, è ancor più giusto ricordare, per far comprendere alle nuove generazioni quali e quanti dolorosi lutti portarono nazionalismi e colonialismi nella prima metà del secolo scorso.

Il dolore vissuto dalla popolazione italiana ci affratella – prosegue Pasquale Trabucco – “nel dolore, alle popolazioni di tutta Europa. Il rispetto per i Caduti tutti unisce da sempre chi si occupa delle loro sepolture, nei tanti sacrari in Italia e all’estero, dove spesso , accanto agli italiani, riposano coloro che, in vita, combatterono sul lato opposto del fronte”.

Un’immagine di una trincea della I Guerra Mondiale

Il Comitato non vuole dimenticare tutti i militari caduti, combattendo per fare grande l’Italia, come ritiene “che siano presenti nel cuore degli italiani quanti, anche ai nostri giorni, combattono e muoiono per noi in quelle missioni che sono di pace, ma che spesso si tingono del rosso sangue di caduti, che sono i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri amici”

“Molti sono oggi i ragazzi che tornano dai più lontani fronti, sparsi in tutto il mondo – evidenzia Trabucco – e spesso tornano cambiati nel corpo e nella mente per tutto quello che hanno dovuto sopportare fisicamente e psicologicamente. A questi uomini e donne di ieri, di oggi e di domani va il nostro deferente pensiero: dobbiamo fare in modo che la ricorrenza del 4 Novembre che rappresenta tutto il Popolo italiano e le Forze Armate torni ad essere Festa Nazionale come negli anni dal 1919 al 1976 che la legge numero 54 del 5 marzo 1977 declassò e spostò alla prima domenica del mese di novembre”.

E proprio per richiamare l’attenzione sul rispristino della Festa Nazionale del 4 Novembre, nell’anno del centenario della Vittoria, Trabucco ha effettuato un lungo viaggio, percorrendo a piedi la Penisola.

Partito il 22 maggio 2018 da Predoi (Bolzano), il Comune più a Nord d’Italia, l’8 luglio ha raggiunto il Comune più a Sud, Portopalo di Capo Passero (Siracusa) dove ha bagnata in mare il Tricolore che era stato poggiato sulle nevi delle Alpi.

Il viaggio è durato circa due mesi. Ha raggiungendo 44 Comuni, sostando in raccoglimento presso i Monumenti ai Caduti e ha fatto firmare la Bandiera italiana che lo ha accompagnato per tutto il viaggio ad amministratori locali e cittadini.

Il 9 luglio, dopo aver percorso più di 1,750 chilometri, è giunto a Roma. Qui ha reso gli onori al Milite Ignoto e ha incontrato il sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Il viaggio, il Tricolore, l’incontro con gli amministratori, la carica di valori hanno suscitato l’entusiasmo di molti – ricorda Trabucco -: militari e civili, fino alla costituzione, a Roma, il 9 ottobre 2018, del Comitato Nazionale che rappresento come presidente”.

Molte le iniziative intraprese con successo con l’adesione di amministrazioni di Province e di Comuni, di moltissimi cittadini, di Associazioni Combattentistiche e d’Arma, di Assoarma.

Anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha risposto ad una lettera del Comitato. Anche il capo del Governo Giuseppe Conte si è detto disponibile a prendere in considerazione la richiesta di istituire il 4 Novembre come Festa Nazionale.

Pasquale Trabucco ha scritto, il 20 settembre 2018, 8 mila Pec ai Comuni italiani.

Il 22 settembre è stato premiato in Campidoglio dall’Associazione Nazionale Bersaglieri.

Il 28 ottobre, in occasione del Raduno di Assoarma a Vittorio Veneto, ha consegnato all’assessore al Centenario Barbara De Nardi, il Tricolore del viaggio affinché venisse custodito nella città della Vittoria.

Il 27 marzo 2019 il Comitato e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma hanno deposto una corona al Sacello del Milite Ignoto e successivamente organizzato una conferenza nella Sala della Protomoteca del Comune di Roma, alla quale hanno partecipato più di 300 persone.

Il trasferimento a spalla della salma del Milite Ignoto nel 1921

I promotori spiegano che il ripristino della festività del 4 Novembre non comporterebbe, tra l’altro, un giorno di vacanza in più in quanto quel giorno verrebbe scomputato in base alla legge 937 del 1977 del 23 dicembre 1977 con oggetto attribuzione giorni di riposo.

Negli ultimi mesi, Trabucco ha chiesto a tutti i partiti di presentare proposte di legge sull’argomento.

Il 5 febbraio a Palazzo Madama, la senatrice Petrenga di FdI ha presentato la proposta.

Il 2 luglio alla Camera il deputato Ferrari della Lega ha presentato un’analoga proposta.

Lo steso ha fatto il 5 agosto il senatore Iunio Valerio Romano del  Movimento 5 Stelle. A seguire sono arrivate le proposte, il 7 settembre, dei socialisti con il deputato Fausto Longo.

Anche un parlamentare del gruppo Misto alla Camera, Renzo Tondo, ha presentato la sua. Altre sono in arrivo.

Su questa proposta di Pasquale Trabucco anche i COCER (Aeronautica in primis lo scorso 14 luglio) e interforze (22 luglio) si sono detti favorevoli.

Il 24 luglio il Tricolore utilizzato nel lungo viaggio, dopo essere stato custodito nel Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, è stato portato nel Sacrario delle Bandiere della città della Vittoria.

E l’11 agosto, nel mare di Cirò (Crotone) è stato cnsegnato, a circa 8 metri di profondità, al Capitano Archeologo sub Francesco Laratta un Tricolore che poi sarà posizionato sul relitto di “Nave Lince”, silurata dagli inglesi il 28 agosto 1943.

Il 27 settembre, Trabucco a bordo di tre aerei d’epoca ha sorvolato Vittorio Veneto, lasciando la scia Tricolore mentre a terra la Consulta delle Associazioni d’Arma deponeva una corona al Monumento dedicato ai Reggimenti della Fanteria della Grande Guerra.

“La cosa che è più mi ha colpito durante il mio viaggio tra l’Italia dei Caduti – ricorda ancora il  presidente -, è stato essere ascoltato dagli italiani. Italiani di tutte le età e sesso che hanno capito le motivazioni che spingevano questo ‘Fante’ a camminare per l’Italia non in senso sportivo ma in senso storico ed è per questo che la mia battaglia va al di là del semplice segnare in rosso il calendario ma comprende la riscoperta di quel periodo della Storia Patria che si sta perdendo”.

E’ molto importante che nelle scuole di ogni ordine e grado, nei luoghi di lavoro e di aggregazione  si riscoprano, nella settimana che precede il 4 Novembre, gli eventi, le Storie, le emozioni che hanno dato vita all Italia di oggi con Trento e Trieste finalmente italiane servirebbe a rendere più coeso un Popolo che sta perdendo le proprie radici.

Il 3 novembre in ricordo dell’armistizio di Villa Giusti e dell’arrivo a Roma del Milite Ignoto, il Comitato Nazionale sarà di nuovo in Piazza di Monte Citorio per chiedere alla politica un passo avanti e ripristinare la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

L’armistizio di Villa Giusti

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