Gaza: le tre ragazze ostaggio di Hamas tornano finalmente a casa, protette dall’IDF

Di Chiara Cavalieri

GAZA. Sono tornate finalmente a casa, questo pomeriggio, Emily Datari, Romi Gonen e Doron Steinbrecher.

Le tre ragazze liberaste da Hamas

 

Emily, 27 anni, era  l’unica cittadina britannica rimasta a Gaza,

Era stata colpita da colpi di arma da fuoco il 7 ottobre 2023 ma vista viva a Gaza da altri ostaggi tornati.

 

Ecco quanto fatto da Hamas il 7 ottobre 2023

 

È stata rapita dal Kibbutz Kfar Aza.

Romi Gonen, invece, era stata presa in ostaggio mentre assisteva al Festival musicale “Nova”.

Era stata considerata, una prima volta, rimasta uccisa nell’attacco terroristico ma poi era sta vista viva a Gaza da altri ostaggi che erano  tornati.

Doron Steinbrecher, infine, era stata presa in ostaggio dalla sua casa nel Kibbutz Kfar Aza, Steinbrecher è apparsa viva in un video diffuso da Hamas nel gennaio 2024.

In una dichiarazione congiunta del portavoce delle IDF e dello Shin Bet, è stato confermato che le tre ragazze sono state trasferite a un’unità congiunta nella Striscia di Gaza.

Milizie di Hamas in occasione della liberazione delle tre donne

 

Durante il viaggio, i comandanti e i soldati delle IDF le hanno accolte calorosamente  con abbracci e saluti, dimostrando il loro sostegno e gratitudine.

Una volta arrivate saranno sottoposte a una valutazione medica iniziale per garantirne lo stato di salute.

Il portavoce delle IDF, Contrammiraglio Daniel Hagari,  ha esortato la popolazione israeliana ad agire con responsabilità e sensibilità, rispettando la privacy degli ostaggi e delle loro famiglie durante questo delicato momento.

Soldati israeliani

Misure adottate dalle IDF per la sicurezza

Le IDF, in collaborazione con lo Shin Bet, hanno implementato un sistema di monitoraggio costante per assicurare la protezione degli ostaggi e delle loro famiglie dopo il ritorno. Sono previste le seguenti misure:

Piani di sicurezza rafforzati per prevenire eventuali attacchi o minacce durante il rientro degli ostaggi e la loro successiva riabilitazione

Supporto psicologico immediato e prolungato per affrontare i traumi subiti durante il periodo di prigionia.

Zone di sicurezza dedicate per impedire intrusioni mediatiche o pubbliche, garantendo la massima riservatezza per le famiglie degli ostaggi.<

Il portavoce ha ribadito che queste misure sono necessarie per evitare ulteriori traumi e assicurare che le tre ragazze possano reintegrarsi con il pieno supporto delle istituzioni statali.

Nel frattempo il Comando Centrale delle IDF si sta preparando al rilascio di decine di terroristi arabi in Giudea e Samaria come parte di un accordo di cessate il fuoco e di scambio di ostaggi con Hamas a Gaza.

L’Esercito riferisce di aver adottato strategie basate su intuizioni tratte da precedenti rilasci di prigionieri. Si stanno facendo sforzi per impedire celebrazioni pubbliche o parate che segnano il rilascio, con funzionari dello Shin Bet che contattano le famiglie di coloro che sono in programma per il rilascio per emettere avvertimenti.

In previsione di potenziali disordini, l’IDF sta aumentando la presenza di truppe e rafforzando le misure di sicurezza in Giudea e Samaria.

L’Esercito è anche pronto a svolgere operazioni preventive per ostacolare qualsiasi tentativo di Hamas di espandere la propria influenza nella regione. Queste azioni sono coordinate con l’Autorità nazionale Palestinese, che condivide le preoccupazioni circa l’acquisizione del potere da parte di Hamas.

L’IDF prevede di monitorare attentamente gli individui rilasciati in questo accordo e di intervenire se necessario. Dei 90 rilasciati,  78 sono in Giudea e Samaria e 12 a Gerusalemme Est.

I medici egiziani pronti ad aiutare i palestinesi a Gaza

 

Egitto: Il Sindacato dei medici si è mobilitato per curare i feriti a Gaza

Il Sindacato dei medici in Egitto, guidato da Osama Abdel-Hay, prosegue negli sforzi per offrire supporto sanitario ai palestinesi della Striscia di Gaza, colpiti duramente dagli scontri recenti.

Abdel-Hay ha annunciato l’apertura di uno sportello per i medici volontari disposti ad assistere i feriti. Finora, oltre 2 mila medici si sono registrati, ma l’accesso alla Striscia di Gaza è stato possibile solo per pochi operatori a causa delle restrizioni logistiche.

Una unità della Mezzaluna Rossa egiziana è pronta a intervenire nelle zone di conflitto, mentre il Sindacato dei medici mantiene aperte le iscrizioni al volontariato per far fronte a esigenze future.

Il personale sanitario della Mezzaluna rossa egiziana si prepara a intervenire nelle zone aree di conflitto di questi mesi

 

Collaborazione internazionale e preparativi

Il ministro della Sanità egiziano Khaled Abdel Ghaffar e quello della Solidarietà Sociale Maya Morsi ,hanno allestito ambulanze e squadre mediche nel Nord Sinai, vicino al confine con Gaza.

In una conversazione con iil titolare della Sanità palestinese, Majed Abu Ramadan, è stato evidenziato il bisogno urgente di specialisti in chirurgia, anestesia e ortopedia, campi in cui l’Egitto ha offerto pieno supporto.

Cessate il fuoco e aiuti umanitari

Il cessate il fuoco, mediato da Qatar, Egitto e Stati Uniti, è entrato in vigore questa mattina.

L’accordo include:

  1. Lo scambio di 33 prigionieri israeliani con numerosi detenuti palestinesi.
  1. L’ingresso quotidiano di 600 camion di aiuti umanitari, compresi 50 contenenti carburante.
  1. Il graduale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza.

 

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