Golfo: per Trump il cessate il fuoco è ormai finito. Le due parti tornano a minacciarsi anche riguardo allo Stretto di Hormuz

Di Fabrizio Scarinci

ANKARA. Nel Golfo tutto lascia presagire una nuova escalation del conflitto tra USA e Iran.

A margine del Summit NATO svoltosi tra ieri ed oggi nella capitale turca Ankara, il Presidente statunitense Donald Trump ha, infatti, minacciato nuovi potenti attacchi sul territorio della Repubblica Islamica, dichiarando ormai finito il “cessate il fuoco”.

Il Presidente statunitense Donald Trump insieme al Segretario Generale della NATO Mark Rutte durante il summit conclusosi oggi ad Ankara

Il capo della Casa Bianca ha, inoltre, specificato di non essere più sicuro di volere un accordo con i leader iraniani, che non ha esitato a definire dei “pazzi fuori di testa”.

“Ieri abbiano colpito duramente ed è probabile che lo faremo anche stanotte” ha quindi chiosato, ipotizzando un ripristino del blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Un blocco al quale, neanche a dirlo, tornerebbe a sommarsi anche quello degli iraniani, dato che il regime avrebbe minacciato proprio la ripresa di tale forma di ritorsione in caso di nuovi attacchi da parte di Washington e dei suoi alleati regionali (Israele in primis).

Un F-35C a bordo di una delle portaerei statunitensi operanti nella regione del Golfo

Stando a quanto reso noto nelle ultime ore, a far nuovamente degenerare la crisi sarebbero stati alcuni attacchi condotti da Teheran ai danni del naviglio mercantile transitante nelle acque dello Stretto.

A tali attacchi, gli USA avrebbero, quindi, risposto con pesanti raid ai danni dell’Iran, che avrebbe, a sua volta, reagito tornando a bersagliare alcune delle installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrain.

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