Guardia di Finanza: a Ferrara un arresto per commercio di prodotti ittici pericolosi e intestazione fittizia di quote societarie

Di Luigi Magliulo

FERRARA.  La Guardia di Finanza di Ferrara ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare (disposti i domiciliari) nei confronti di una persona ritenuta responsabile dei reati di trasferimento fraudolento di valori e di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali.

La figura del destinatario dell’ordinanza è emersa nell’ambito di un’articolata attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Ferrara – anche tramite il coordinamento con organismi collaterali esteri presso la sede olandese di Eurojust – che ha interessato alcuni componenti un sodalizio specializzato nell’illegale importazione di vongole dal Portogallo.

I mitili importati dal Portogallo e spacciati per italiani ritrovati dalle Fiamme gialle ferraresi

In particolare, gli accertamenti condotti dal Nucleo PEF Ferrara hanno evidenziato che, nell’ambito dell’emergenza causata della diffusione del cosiddetto ‘granchio blu’ nelle valli di Comacchio e nella Sacca di Goro, dei soggetti si erano specializzati nell’illegale introduzione nel territorio dello Stato di ingentissimi quantitativi di vongole (prive di documentazione utile a consentirne la tracciabilità riguardo la provenienza e trasportate in violazione delle norme sanitarie) provenienti da zone del Portogallo altamente inquinate, che poi venivano rivendute, attraverso la falsa produzione di documentazione sanitaria, come prodotto autoctono italiano. Nel corso delle indagini i reparti del Corpo hanno sottoposto a sequestro oltre 15 tonnellate di alimenti pericolosi per la salute dei potenziali acquirenti.

Le vongole sequestrate dalla Guardia di Finanza di Ferrara

Tra i responsabili dell’illecito commercio di prodotti ittici vi è anche il destinatario del provvedimento restrittivo, il quale era già stato sottoposto in passato a misura di prevenzione personale e condannato in via definitiva per illeciti commessi con l’aggravante di tipo mafioso.

Si tratta di una persona che, per eludere provvedimenti di sequestro patrimoniale, ha intestato le quote di società con sede legale nel ferrarese a un proprio prestanome. In aggiunta, si è anche reso responsabile del reato, previsto dal Codice Antimafia, che punisce i sottoposti in via definitiva a misura di prevenzione personale che non comunicano al competente reparto della Guardia di Finanza le variazioni nella composizione del proprio patrimonio di valore superiore a 10.329,14 euro. In particolare, l’interessato, sebbene avesse effettuato investimenti immobiliari di valore superiore al milione di euro, non aveva provveduto a questo importante adempimento.

L’attività portata a termine conferma le continue attenzioni riposte nel contrasto ai tentativi di infiltrazione nel tessuto economico estense di società riconducibili a soggetti gravati da importanti precedenti penali, nonché per combattere il fenomeno della commercializzazione di alimenti nocivi per la salute delle persone.

In osservanza delle disposizioni del decreto legislativo n. 188 del 08 novembre 2021, il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e che, per il principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto