Guardia di Finanza: a Milano mandano propria società in bancarotta e fanno sparire ingente patrimonio dirottandolo all’estero. Sequestrati beni per 12 milioni di euro

Di Marco Lainati

Milano. In dieci anni aveva accumulato un pesante passivo, soprattutto verso gli istituti di credito, prima di essere dichiarata fallita del 2020; ma quella società a responsabilità limitata attiva nel settore della compravendita immobiliare e gestita da due soci bresciani (già indagati per bancarotta fraudolenta) presentava ancora alcune anomalie sui quali i finanzieri del Comando Provinciale di Milano – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, sono voluti andare a fondo scoprendo una distrazione di beni immobili di rilevantissime proporzioni, alla quale il Tribunale del capoluogo lombardo ha però risposto con un pesante sequestro da 12 milioni di euro.

Operazione della GDF a Milano contro distrazione di beni immobili

Ecco dunque che tra le giornaliere attività di ricerca e repressione dei reati finanziari e societari che la Guardia di Finanza conduce su tutto il territorio nazionale, emerge una nuova indagine che le Fiamme Gialle meneghine hanno brillantemente condotto, dimostrando agli inquirenti che quella messa in atto a dagli indagati altro non era che una molto raffinata strategia finalizzata al completo svuotamento patrimoniale della loro società, in realtà proprietaria d’un assai consistente patrimonio immobiliare.

Come peraltro dimostrato dai finanzieri, quella società si presentava con un patrimonio netto ampiamente positivo, ma che gli stessi responsabili – una volta finiti in cattive acque – hanno deciso di celare attraverso un ben congeniato disegno criminoso volto ad evitare che finisse inesorabilmente suddiviso per soddisfare le legittime pretese dei creditori.

Per far ciò i due imprenditori si erano così prodotti in un sistematico “svuotamento” aziendale attraverso sottili artifizi contabili, con i quali avevano illecitamente trasformato delle riserve finanziarie per versamenti in conto capitale in posizioni debitorie verso gli altri soci, nonché trasferendo gli asset della società fallita (quote societarie e immobili) a beneficio di una società svizzera e di una sua società controllata (quest’ultima di diritto rumeno), senza che ne fosse però stranamente corrisposto alcun pagamento.

In altre parole la classica “spoliazione” societaria anche se realizzata con grande accuratezza, ma che però si è trovata a doversi confrontare la l’acume investigativo e l’eccellente preparazione professionale degli investigatori economico-finanziari della GDF.

Da rilevare senz’altro, soprattutto per comprendere la consistenza del patrimonio che i responsabili volevano far sparire praticamente nel nulla, come sotto i sigilli dell’Autorità Giudiziaria siano finiti qualcosa come 76 fabbricati e 25 terreni sparsi tra le provincie di Mantova, Brescia, Trento e Sassari, che come detto sopra risultano formalmente appartenenti ad una società rumena anche se nelle reali disponibilità dei bancarottieri in questione.

È anche attraverso queste attività d’indagine, che la Guardia di Finanza milanese sta conducendo sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che si mira a contrastare con sempre maggiore efficacia le ancora troppo presenti fenomenologie criminose connesse ai reati fallimentari e societari, che non poco finiscono poi per incidere sulle prospettive di rilancio economico del Paese.

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