Di Antonella Casazza
MILANO. I finanzieri del Comando provinciale di Milano, coordinati dal locale Ufficio della Procura Europea, hanno tratto in arresto per frode fiscale un imprenditore italiano residente in Svizzera e proceduto al sequestro preventivo di oltre 50 milioni di euro, equivalente all’I.V.A. evasa, nei confronti di un’azienda leader nazionale nel commercio del gas e dell’energia.

L’attività trae origine da verifiche fiscali avviate lo scorso anno dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Milano e dall’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Entrate – Settore contrasto illeciti, che hanno portato all’emersione di un articolato circuito di false fatturazioni nel settore del commercio di traffico dati internazionale VoIP, dal 2019 al 2021, per circa 250 milioni di euro, con un’evasione di imposta pari ad oltre 50 milioni di euro.
Le indagini hanno consentito di risalire ad un’impresa di Faenza (Ravenna), operante nel commercio del gas e dell’energia, che volgendo in uno stato di crisi, attratta da allettanti possibilità di guadagno prospettate da un broker svizzero, di origine italiana e con un’approfondita conoscenza delle dinamiche del mercato VoIP, ha partecipato consapevolmente al meccanismo fraudolento.
Le false fatturazioni, agevolate dall’oggetto delle corrispondenti transazioni commerciali, ossia il traffico dati, che come bene immateriale può essere agevolmente gestito da remoto, transitavano attraverso cartiere estere e nazionali e da società filtro per raggiungere infine la società ravennate, che rivendendo alla prima società estera, in regime di non imponibilità ai fini IVA, abbatteva il proprio debito impositivo dando vita ad un nuovo carosello.
Parte delle aziende nazionali ed estere, funzionali al descritto carosello di fatturazione, facevano riferimento ad un imprenditore residente in Svizzera, tratto in arresto dalle Fiamme Gialle milanesi, a cui la società di Faenza (Ravenna) aveva demandato l’intero business.
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