Di Michele Toschi
TORINO. Ha riguardato il settore della pirateria audiovisiva, in particolare quella dei videogiochi, l’operazione denominata “Coin-Up 80” condotta dai Finanzieri del Comando provinciale di Torino – Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF), che ha consentito di sequestrare un ingente numero di consolle di gioco sui cui erano presenti milioni videogame “piratati” nonché di smantellare la parallela rete di vendita.

L’attività d’indagine, che le Fiamme Gialle del capoluogo torinese hanno portato a termine sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha infatti riguardato un vasto commercio illegale di videogiochi duplicati su supporti che poi venivano posti in vendita anche attraverso Internet.
Più in particolare si tratta di giochi aventi protagonisti noti personaggi del mondo dei videogame degli anni ’80 e ’90 – rigorosamente tutelati da copyright – oggi particolarmente ricercati dagli appassionati del settore interessati al cosiddetto “retrogaming”, che sta incontrando un crescente interesse commerciale.
Attraverso numerose attività di perquisizione disposte dalla competente Autorità Giudiziaria, che i militari della GDF torinese – con il supporto dei colleghi in forza ai Reparti territorialmente competenti – hanno compiuto tra la fine del 2023 le scorse settimane tra le provincie di Torino, Vercelli, Milano, Bergamo, Varese, Bologna, Verona, Venezia, Napoli, Caserta e Bari), è stato possibile scoprire e sottoporre a sequestro circa 12 mila consolle sulle quali erano stati illecitamente memorizzati oltre 47 milioni di videogiochi “piratati”.
Le consolle sequestrate, portatili oppure da collegare ad uno schermo/tv, consentivano infatti di utilizzare i videogame più in voga negli anni ‘80/’90, e tutte quante richiamavano nella forma come nei tratti distintivi le iconiche consolle “retrò” dei produttori ufficiali.
Le attività investigative in cronaca hanno altresì consentito di risalire alla filiera distributiva di queste “consolle-pirata” (tutte di provenienza cinese), la cui distribuzione avveniva attraverso i siti Internet delle aziende italiane ritenute coinvolte nell’illecito business commerciale.
Si tratta di aziende che hanno sede nel Torinese, nel Napoletano e nel Barese, nonché una rete di punti-vendita presenti all’interno di centri commerciali presenti su buona parte del territorio nazionale.
Le consolle finite sotto sequestro sono altresì risultate prive del marchio di conformità europeo “CE”, nonché assemblate con materiali non certificati e dunque non idonei a garantire la sicurezza del consumatore, per questo la competente A.G. – in virtù delle recenti novità introdotte nel Codice di Procedura Penale – ne ha disposto la distruzione.
Al momento sono nove le persone, tutte di nazionalità italiana, ritenute implicate nell’illecito business e pertanto denunciate per i reati introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio, ricettazione e violazione al diritto d’autore.
Ai soggetti indagati va comunque riconosciuta la presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita, condizione che li accompagnerà per tutto il procedimento giudiziario che li riguarda fino ad eventuale pronunciamento d’una sentenza definitiva che ne dichiari le rispettive responsabilità penali.
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