Di Antonella Casazza
AVELLINO. Oltre 51 mila litri di prodotti petroliferi adulterati sono stati scoperti dai finanzieri del Comando provinciale di Avellino nell’ambito dei servizi di vigilanza finalizzati alla tutela dei consumatori, della libera concorrenza del mercato nonché al rispetto delle norme che regolano la pubblicità sui prezzi applicati ai carburanti per autotrazione.

Nel caso qui riportato i militari delle Fiamme Gialle, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno dunque proceduto a verificare diversi impianti di distribuzione stradale presenti nella provincia irpina, precedentemente selezionati in base ad un’attenta attività di analisi elaborata su specifici elementi di “pericolosità fiscale” e di “rischio frode”, controlli che sono stati peraltro integrati da screening svolti presso i laboratori chimici dell’ADM sui campioni prelevati dagli stessi impianti di distribuzione.
Proprio grazie a questi accurati riscontri è stato possibile accertare come uno dei suddetti distributori commercializzasse gasolio adulterato e non destinato ad autotrazione, circostanza questa che ha così determinato il sequestro di 6.133 litri di prodotto rinvenuti nei serbatoi.
Il caso non sembrava tuttavia isolato, per questo i militari della Guardia di Finanza irpina hanno avviato tutti gli approfondimenti del caso scoprendo come il quantitativo di carburante finito sotto sequestro provenisse da un fornitore ubicato nel Napoletano, nei cui confronti è stato dunque esteso il controllo ad opera del Reparto del Corpo competente per territorio (Compagnia GDF di Casalnuovo).
Da questo ulteriore riscontro è cosi emersa la presenza di altri 45.344 litri di gasolio adulterato (come confermato dalle analisi del laboratorio chimico dell’ADM), anche in questo caso non destinato all’alimentazione dei motori di autoveicoli.
Sulla base di tali circostanze, i responsabili delle due imprese in questione sono stati pertanto denunciati alle competenti Procure della Repubblica di Avellino e Nola (Napoli) per violazione dell’art. 40 – D.Lgs. 504/95 (Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative).
Le condotte illecite qui descritte sono ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria mentre ai soggetti indagati va al momento riconosciuta la presunzione di innocenza, sin quando nei loro stessi confronti non verrà pronunziata un’eventuale e definitiva sentenza penale di condanna.
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