Guardia di Finanza: contrasto alle frodi alimentari ed all’inosservanza delle norme anti COVID-19. Sequestrati nel milanese 9.000 kg. di alimenti

Di Antonio Leone

Como. Una vera e propria montagna di prodotti alimentari tra riso, mais, cerali vari, patate, spezie, legumi, ortaggi ecc., oltre a bevande alcoliche provenienti da mercati esteri per un quantitativo di 9 tonnellate, sono stati sequestrati a Cologno Monzese (MI) dai finanzieri del Comando Provinciale di Como al termine di un’attività d’indagine condotta nello specifico settore d’intervento.

Secondo quanto accertato dai militari della GDF comasca, i generi alimentari in questione, una volta finiti nel magazzino, venivano ri-confezionati in sacchetti su cui era riportata a chiare lettere “Origine Perù” nonostante quegli stessi prodotti avessero tutt’altra provenienza geografica.

Oltre a questa forma di grave irregolarità, messa evidentemente in atto per indurre in inganno il consumatore sull’origine oltre che sulla qualità del prodotto, ed ottenere così un vantaggio commerciale, i finanzieri operanti hanno riscontrato altre rilevanti irregolarità correlate alle carenti condizioni igienico-sanitarie dei locali ove gli alimenti venivano manipolati, nonché altre evidenti violazioni alle attuali norme anti COVID-19, considerato che gli operai presenti al momento dell’accesso erano privi dei dispositivi di protezione individuale e degli strumenti per la necessaria sanificazione degli ambienti nonché degli equipaggiamenti di lavoro da loro utilizzati.

I prodotti alimentari contraffatti

A completare l’inquietante quadro, anche la presenza di vermi ed insetti di varie specie nonché di 1.800 bottiglie di bevande (superalcoolici e birre) importate da Paesi extra U.E. sulle quali, così come emerso dall’analisi della documentazione contabile rintracciata dai finanzieri, non era stata assolta la prevista accisa.

L’allarmante realtà venuta alla luce si rivolgeva ai mercati sparsi in tutta Italia presso le quali si rivolgono le numerose comunità “latinos” presenti nel nostro Paese, ma è sin troppo evidente che per la quantità nonché per la gravità delle circostanze accertate e subito cautelate dai militari delle fiamme gialle, casi come questi debbano essere portati alla luce e posti sotto sequestro per tutelare la salute dei consumatori nonché le altre attività imprenditoriali del settore che, per aderire alle stringenti norme sanitarie di questo particolare momento storico, sostengono importanti costi gestionali al fine di garantire il massimo livello di sicurezza nelle proprie vendite.

 

 

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