Guardia di Finanza: scoperti a Genova sessanta collaboratori domestici (colf e badanti) che avevano omesso di dichiarare redditi per circa 4,5 milioni di euro

Di Luigi Magliulo

GENOVA. I finanzieri della Compagnia di Chiavari e della Tenenza di Riva Trigoso hanno intensificato, negli ultimi mesi, i controlli finalizzati a tutelare il gettito fiscale e, grazie anche ai proficui accordi contenuti nel protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l’INPS, hanno individuato 60 collaboratori domestici, risultati essere evasori totali. Si tratta, in sostanza, di colf e badanti che, pur avendo percepito compensi annui superiori alla cd. no tax area (8.500 euro per i redditi del 2025), non hanno presentato le previste dichiarazioni dei redditi sottraendo allo Stato preziose risorse finanziarie da destinare al funzionamento dei servizi pubblici e a sostenere le fasce sociali più deboli.

Finanzieri di Genova durante il lavoro d’ufficio

L’area geografica monitorata è stata quella del Tigullio, notoriamente caratterizzata dall’elevata età media della popolazione residente e dove i servizi di assistenza prestata nei confronti di anziani sono fortemente ricercati.

La consistente sacca di evasione fiscale era costituita, principalmente, da persone che, pur risultando regolarmente assunte e beneficiando del versamento dei dovuti contributi, avevano “dimenticato” di dichiarare al Fisco i redditi percepiti, per un ammontare complessivo di circa 4,5 milioni di euro. I responsabili sono stati segnalati ai competenti Uffici dell’Agenzia delle Entrate, per il recupero di oltre 900 mila euro di imposte evase.

Positivi gli effetti, anche, sotto l’aspetto della compliance, in quanto le persone controllate, dopo le ispezioni della Guardia di Finanza, hanno iniziato a presentare, seppur tardivamente, le dichiarazioni dei redditi e, in molti casi, si sono avvalse delle possibilità, offerte dalla normativa tributaria, di versare spontaneamente le imposte (relative a redditi per circa 700 mila euro) e le sanzioni dovute, ancor prima di ricevere gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

La campagna di controlli in argomento si inquadra nella più generale strategia del Corpo volta a contrasto delle frodi non solo sul piano repressivo ma anche nella prospettiva di prevenzione degli illeciti fiscali.

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