Di Antonella Casazza
REGGIO CALABRIA. Un soggetto resosi protagonista di un tentato omicidio di particolare efferatezza, e che aveva poi fatto perdere le proprie tracce, è stato arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria.
L’uomo – ristretto in carcere su ordine del GIP del Tribunale reggino – oltre al citato reato (peraltro connesso ad attività mafiosa) risponde anche di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.
La cattura in cronaca giunge all’esito di un’attività d’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, brillantemente portata a termine dai finanzieri Nucleo di Polizia Economico Finanziaria – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO), che da due mesi lo stavano attivamente ricercando dopo che il malvivente aveva tentato di compiere un omicidio in pieno giorno e su una pubblica via cittadina.

L’episodio si era infatti verificato lo scorso 13 ottobre allorquando un soggetto 38enne – già noto alle forze dell’ordine – richiamava l’attenzione di un’autopattuglia delle fiamme gialle, in quel momento impiegata in attività di controllo economico del territorio.
La vittima dell’agguato, alla ricerca di aiuto, era stato infatti raggiunto da 4 proiettili che lo avevano centrato anche al capo nonché al volto.
Gli approfondimenti investigativi immediatamente avviati dopo quel sanguinoso episodio hanno di lì a poco consentito di risalire al probabile autore del violento gesto, peraltro caratterizzato dal tipico “modus operandi” mafioso oltre che dall’efferatezza con la quale era stato perpetrato.
Considerata la conclamata pericolosità del ricercato, le indagini sono state affiancate da idonea copertura garantita dalla componente AT-PI (Antiterrorismo e Pronto Impiego) del Corpo, oltre che dai piloti e dagli elicotteri dalla Sezione Aerea GDF di Lamezia Terme.
Da evidenziare nella delicata circostanza anche il prezioso supporto tecnico-investigativo fornito ai finanzieri dal personale della Polizia di Stato e dei Carabinieri, con il quale il Corpo efficacemente collabora ogni giorno in molteplici attività di polizia giudiziaria per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Resta in ogni caso inteso che le responsabilità penali dell’arrestato sono da confermarsi soltanto a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna, sussistendo fino a quel momento la presunzione d’innocenza.
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