Guardia di Finanza, sequestrato a La Spezia un carico di pellet prodotto con scarti di lavorazione e con marchio di fabbrica contraffatto. Nei guai un importatore

Di Michele Toschi

La Spezia. Il controllo delle merci in entrata nel territorio dello Stato e la tutela dei consumatori sono due dei molteplici compiti istituzionali affidati alla Guardia di Finanza, ed è proprio in questi citati settori d’intervento che si sviluppata una singolare attività operativa portata a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Oggetto delle attenzioni di finanzieri e doganieri è stato stavolta un carico di pellet da 54.000 kg, proveniente dall’Egitto e pronto per essere rivenduto sul mercato italiano dei materiali per il riscaldamento a combustibile ecologico.

Sin qui nulla di strano, se non fosse per il fatto che i militari delle fiamme gialle, oltre agli opportuni riscontri documentali, hanno voluto “campionare” il pellet in questione per inviarlo al competente laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ciò al fine di verificare la conformità del prodotto con quanto dichiarato.

Guardia di Finanza in azione contro la contraffazione

I sospetti iniziali venivano di lì a poco confermati dai risultati delle analisi, le quali confermavano come il pellet in questione (oltre a riportare sui sacchi un marchio registrato ma contraffatto) non era stato prodotto con legno d’abete, come dichiarato sui documenti che lo scortavano, bensì con un ben più misero legno proveniente da scarti di lavorazione mobiliera.

Non conforme alla documentazione neppure il potere calorifico dichiarato sulle confezioni, che alle prove è risultato essere di gran lunga inferiore, nonché un contenuto di ceneri e di azoto superiore al livello massimo consentito.

In estrema sintesi, una frode a tutti gli effetti per i consumatori convinti di acquistare per le loro abitazioni pellet di qualità oltre che un ulteriore aumento di agenti inquinanti nell’atmosfera atteso che, anche i combustibili di origine vegetale utilizzati per il riscaldamento degli edifici, debbono rispondere a precisi standard qualitativi per limitare l’emissione di polveri sottili.

L’attività, oltre al sequestro di tutta la merce in questione, si è conclusa con la denuncia del legale rappresentante di una nota società importatrice – con sede a Milano e con negozi in franchising in tutta Italia – il quale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di La Spezia per i reati di introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci ed uso di atto falso.

 

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