Mignano di Montelungo (Caserta). Tra l’8 ed il 16 dicembre 1943 a Mignano di Montelungo si svolsero i primi combattimenti dei reparti regolari italiani nella Guerra di Liberazione contro i tedeschi.

La Bandiera di guerra del 17° RAV
E ieri nel Sacrario che raccoglie le spoglie di 974 Caduti, provenienti dal vecchio cimitero di guerra di Montelungo e dai vari cimiteri militari sparsi lungo la penisola si è celebrato il 74° anniversario dell’omonima battaglia e per la quale la città fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Un allievo della Nunziatella legge la preghiera per la Patria
La cerimonia si è svolta alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Mora, del Comandante delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano e del sindaco di Mignano Montelungo, Antonio Verdone.

Un momento della cerimonia
Presente, inoltre, il presidente dell’Associazione Nazionale “Guerra di Liberazione”, ambasciatore Alessandro Cortese de Bosis.
Accompagnati dalle note della Banda del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, le autorità hanno passato in rassegna uno schieramento interforze e hanno reso omaggio alla Bandiera del 17° Reggimento addestramento volontari “Acqui” e al Gonfalone del Comune di Mignano Montelungo – che 74 anni fa si strinse tenacemente attorno ai combattenti del 1° Raggruppamento Motorizzato dell’Esercito, incitandoli alla vittoria.

La Banda musicale del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna
Il Generale di Corpo d’Armata, Claudio Mora dopo la deposizione di una corona in memoria dei caduti, nel suo intervento ha rivolto un reverente e commosso pensiero a tutti i caduti di ogni tempo ribadendo che accanto ai caduti di allora c’è la vicinanza dei militari di oggi, che si basano sugli stessi valori. L’Esercito è protagonista della storia del Paese e custode dei valori della Nazione. Il Sottocapo di SME ha poi concluso il suo discorso affermando che “la commemorazione odierna costituisce l’occasione per riaffermare le tradizioni che vedono l’Esercito Italiano da sempre protagonista della storia del nostro Paese e custode dei suoi valori fondanti”.

L’intervento del Generale di Corpo d’Armata, Claudio Mora
L’entrata nel Sacrario avviene da una semplice cancellata, con una scalinata centrale che porta direttamente alla costruzione principale, in marmo bianco, costituita di un portico con due corpi laterali.
Al centro si erge una cappella con l’altare in marmo scuro sormontato da una pregevole statua dello scultore Pietro Canonica che raffigura un soldato morente nella visione del Redentore. Sulle spallette ai lati dell’altare sono affisse due lapidi marmoree: una dedicata al Generale Vincenzo Dapino, decorato dell’Ordine Militare di Savoia e che comandava il 1° Raggruppamento Motorizzato nella battaglia di Montelungo e l’altra che invece riporta il testo del telegramma di congratulazioni del Generale Mark Clark, il comandante della 5^ Armata americana al Generale Dapino in seguito alla vittoriosa azione bellica.
Sul frontone del portico spicca la grande epigrafe latina MORTUI UT PATRIA VIVAT che sintetizza la nobiltà del sacrificio di quei soldati che combatterono per riscattare lo smarrimento, pressoché generale, che si era abbattuto sull’Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Rosolo-Branchi, uno dei militari che ha combattuto a MIgnano Montelungo
Ai lati della scalinata sono tumulate le spoglie dei 784 militari caduti combattendo con il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) o con i Gruppi di Combattimento Folgore Legnano, Mantova, Friuli e Cremona a fianco delle truppe alleate per la liberazione dell’Italia dall’occupazione germanica. Le tombe sono disposte in filari, nei vari ripiani degradanti verso l’ingresso con i nomi dei caduti scolpiti sulle grandi lapidi contrassegnate da semplici croci di marmo bianco.
Nell’emiciclo dell’ultimo ripiano è stata sistemata la tomba del Generale Umberto Utili, il valoroso comandante del 1° Raggruppamento Motorizzato (dalla fine del gennaio 1944) che poi divenne capo del Corpo Italiano di Liberazione e poi comandante del Gruppo Legnano anche dopo la conclusione della fase operativa.
Ai lati della scalinata centrale sorgono i pennoni portabandiera su due basamenti in pietra con gli stemmi dei cinque gruppi di combattimento. Sul colle, situato sulla verticale della gradinata di accesso alla cappella centrale, è stata collocata una grande statua in bronzo della Madonna lmmacolata nell’atto di benedire i caduti di Monte Lungo.
Nel piazzale circostante, una raggiera d’orientamento ricorda i nomi delle principali località ove si svolsero i duri combattimenti del dicembre 1943.
Di fronte al Sacrario, sul lato opposto della Via Casilina, è stato ordinato un piccolo museo che raccoglie una significativa documentazione fotografica, grafici e stralci di ordini che illustrano la partecipazione dei soldati italiani alla guerra di liberazione, a fianco degli alleati anglo-americani.
Nelle vetrine sono esposti cimeli, armi e altre documentazioni ufficiali. All’esterno sono visibili alcuni esemplari di carri armati, semoventi e materiali di artiglieria italiani e inglesi, impiegati nella Guerra di Liberazione. A lato del museo, un ampio spiazzo recintato consente il parcheggio degli automezzi per i visitatori del Sacrario.
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