Leonardo: illustrati in un Webinar i prodotti dell’azienda. Tra essi l’Anti-torpedo defence system

Di Fabrizio Scarinci

Roma. Grazie alla sua decennale esperienza nel campo della progettazione e dello sviluppo di sistemi per la Difesa, Leonardo si presenta oggi come una delle maggiori aziende a livello globale anche riguardo alla produzione di equipaggiamenti navali.

Il Webinar “Overview on Leonardo’s Naval and Underwater Defence Systems”, tenutosi nei giorni scorsi, è stata l’occasione per approfondire maggiormente il funzionamento di alcuni dei sistemi proposti dall’azienda al fine di rispondere alle particolari esigenze dettate dalle caratteristiche dei moderni scenari operativi marittimi.

Un cannone Marlin 40 di Leonardo

Tra i sistemi di cui è stato descritto il funzionamento vi è il nuovo “Anti-torpedo defence system”, volto a garantire alle unità di superficie una maggiore protezione rispetto alla minaccia dei siluri.

A tal proposito, va ricordato come l’importanza di difendere le navi militari dagli attacchi dei sottomarini sia stata più volte confermata nel corso del XX secolo e, quantunque da alcuni decenni a questa parte le varie marine facciano sempre più ricorso ad aerei, elicotteri e sensori altamente sofisticati al fine di individuare e neutralizzare precocemente tale tipo di minaccia, anche i sommergibili, dal canto loro, appaiono sempre più evoluti e silenziosi.

Pertanto, la possibilità che questi riescano a sfuggire al rilevamento e ad avvicinarsi abbastanza da colpire efficacemente con i propri siluri è tutt’altro che remota.

L’ultimo affondamento ufficialmente confermato di una nave militare ad opera di un sottomarino risale al 2010, quando una corvetta della marina sudcoreana fu affondata da un siluro lanciato da un (presumibilmente neppure troppo avanzato) battello nordcoreano.

Tale episodio ha ricordato a tutti quanto anche una nave relativamente moderna, se sprovvista di adeguate contromisure, possa trovarsi in pericolo di fronte all’utilizzo di tali armi.

Il sistema sviluppato da Leonardo si compone di diversi elementi tra loro integrati, che includono il sonar trainato Black Snake, capace di individuare e classificare i siluri in fase di avvicinamento, il sistema C310, progettato allo scopo di generare contromisure elettroniche e fornire indicazioni sulla manovra più idonea da eseguire al fine di massimizzare le probabilità di sopravvivenza della nave, e diversi tipi di lanciatori (a scelta del cliente) adatti all’impiego di falsi bersagli, come il B529/8 (dotazione standard del sistema), il B530/12 (installato sulle nostre FREMM), il lanciatore leggero B538 o l’ODSL20 (capace di utilizzare anche armamento AAW).

In particolare, in caso di attacco, il Black Snake, grazie all’utilizzo di un suo speciale algoritmo, individuerebbe con un certo anticipo i siluri in avvicinamento e trasmetterebbe i suoi dati al Reaction Management System del C310, che attiverebbe le contromisure elettroniche e lancerebbe i falsi bersagli (costituiti dai nuovi Mobile Jammer Target Emulators) al fine di ingannare i sensori acustici degli attaccanti.

Nel frattempo, al riparo dell’azione combinata di tali sistemi, la nave avrebbe la possibilità di effettuare le manovre diversive indicate, aumentando sensibilmente le proprie chances di sopravvivere alla minaccia.

Un altro prodotto di Leonardo sul quale ci si è soffermati è il mini-siluro Black Scorpion, del quale l’azienda sta completando la qualifica.

Il Black Scorpion

Tale strumento si rende necessario soprattutto in considerazione della proliferazione di sottomarini midget, SDV e droni subacquei di piccole dimensioni, che appaiono particolarmente insidiosi a ridosso delle coste e in ambienti caratterizzati da bassi fondali, dove possono procedere a velocità molto basse o addirittura stazionare sul fondo allo scopo di sfuggire ai sonar e ai sensori dei siluri.

In tale scenario, il Black Scorpion (sebbene dotato di una propria testata esplosiva) si presenta come il mezzo ideale al fine di far uscire allo scoperto tali minacce senza che sia necessario utilizzare (e quindi sprecare) siluri molto più costosi.

Destinato a piattaforme quali minisottomarini, SDV, UAV, elicotteri e piccole imbarcazioni d’assalto lanciabili da “navi madri”, il siluro sembrerebbe particolarmente attagliato per le esigenze delle marine operanti nel Golfo Persico (Stretto di Hormuz in particolare) e a ridosso delle Penisola coreana, dove i regimi di Teheran e Pyongyang hanno sviluppato poderose flotte di sottomarini midget e mezzi simili.

Il Webinar è poi proseguito con l’illustrazione del funzionamento di alcune delle artiglierie navali prodotte dall’azienda, tra cui il cannone Marlin 40, il 76/62 SR e il 127/64 LW.

Un cannone OTO 127/64 LW

Per quanto riguarda il Marlin 40, si tratta di un pezzo da 40 mm disponibile in due differenti versioni a controllo remoto ed utilizzabile sia contro minacce aeree (soprattutto droni ed elicotteri), sia contro piccole imbarcazioni d’assalto.

La sua cadenza di tiro può essere regolata fino a 300 colpi al minuto e dispone di una gittata massima di circa 12.500 metri.

Il 76/62 SR (Super Rapido) è invece un medio calibro leggero multiruolo e rappresenta l’ultima evoluzione dell’Otobreda 76/62.

Cannone 76/62 Strales

Dotato di scudi stealth e di un sistema di controllo digitalizzato, questo cannone può essere installato su diversi tipi di unità ed è capace di una cadenza di tiro di 120 colpi al minuto.

Esso ha sia la possibilità di utilizzare il munizionamento DART, particolarmente efficace contro le minacce di tipo missilistico, sia la capacità di impiegare il munizionamento multiruolo della famiglia “Vulcano”, tanto nella versione BER (Ballistic Extended Range) quanto in quella GLR (Guided Long Range) che utilizza il sistema GPS al fine di dirigersi con precisione sui propri obiettivi (con una gittata di circa 40 km se utilizzata da tale cannone).

Uno dei prodotti della famiglia Vulcano

Una delle maggiori novità riguardo al 76/62 è data dallo sviluppo di un apposito “Multi-feeding Kit”, ossia di un sistema automatizzato capace di selezionare e caricare le munizioni necessarie indipendentemente dalla loro posizione all’interno del magazzino, consentendo un grande risparmio di tempo nella programmazione delle missioni e conferendo all’arma una versatilità con pochi eguali nella sua categoria.

Ci si è poi soffermati sul 127/64 LW, un sistema (in dotazione anche alle nostre FREMM) che rappresenta lo stato dell’arte in fatto di cannoni di medio calibro installabili su navi di medio-grandi dimensioni.

Tale arma, concepita principalmente per ruoli antinave e contro-costa (sebbene disponga di secondarie capacità antiaeree), dispone anch’essa di un sistema capace di selezionare e caricare i diversi tipi di munizionamento indipendentemente dalla loro posizione all’interno del magazzino ed è in grado di sparare le munizioni convenzionali fino ad una gittata massima di 23 chilometri, le munizioni Vulcano della versione BER fino a 60 chilometri  quelle della versione GLR fino ad 85 chilometri, costituendo uno strumento davvero molto efficace al fine di neutralizzare una vastissima gamma di obiettivi marittimi e terrestri.

I prodotti presentati nel corso del seminario sono solo alcuni tra quelli sviluppati da Leonardo a supporto della nostra Marina Militare e di quelle dei nostri alleati.

Essi testimoniano le enormi capacità di un’azienda che da diversi anni investe oltre il 10% dei propri ricavi in ricerca e sviluppo e che ha certamente tutte le carte in regola per consolidare e mantenere la propria leadership nei diversi settori in cui opera, a beneficio dell’intero sistema-Paese e delle sue capacità tecnologico-realizzative.

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