Carabinieri: fermato a Firenze il presunto autore dell’incendio della Caserma di Borgo San Lorenzo. E’ considerato vicina all’area anarchica

FIRENZE. Questa mattina, i Carabinieri del ROS e del  Comando provinciale di Firenze, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale fiorentina, a carico di un 30 enne, presunto autore dell’attentato incendiario che, alle prime ore del mattino di lunedì scorso , ha gravemente danneggiato l’ingresso della Compagnia Carabinieri di Borgo San Lorenzo (Firenze).

L’incendio alla Caserma dei Carabinieri di Borgo Lorenzo

Dalle indagini sin qui svolte è emerso che intorno alle ore 2:00 circa di lunedì scorso un giovane, con il viso parzialmente travisato dal cappuccio del giubbotto, si avvicinava al portone della casenna, estraeva da una capiente busta un contenitore colmo di liquido altamente infiammabile, avvolto da una felpa intrisa del medesimo liquido e, dopo aver appiccato l’incendio, si allontanava a piedi per le vie limitrofe facendo perdere le proprie tracce.

Solo il provvidenziale intervento di alcuni militari presenti caserna – accortisi delle fiamme che avevano già completamente avvolto l’ingresso e con l’uso di estintori – consentiva di domare le fiamme scongiurando più gravi conseguenze.

Gli investigatori dell’Arma si mettevano quindi subito a lavoro e, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, con un certosino lavoro basato su metodiche investigative tradizionali e con il supporto tecnico fornito da reparti dei Carabinieri altamente speciallizzati, riuscivano, già neli’arco delle prime 24 ore, a raccogliere un quadro gravemente indiziario a carico del giovane coinvolto nei fatti, per il quale, alla luce del ritenuto pericolo di fuga, è stato  emesso il provvedimento di fermo della Procura.

Il fermo è stato emesso per tentato incendio, aggravato anche da finalità eversiva.

Il 30 enne risulta aderente all’area antagonista radicale fiorentina vicina a circuiti anarchici. Il reato, spiegano in Procura, è stato commesso mentre l’uomo si trovava agli arresti domiciliari con controllo elettronico.

Le indagini proseguono e la Procura ha chiesto al GIP la convalida del fermo.

Per il fermato vige la presunzione di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.

 

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