Pierantonio Costa: un Console al servizio dell’umanità. In Ruanda salvò 2 mila persone tra cui 375 bambini

Di Mattia Carlin*

Venezia. I Consoli Onorari sono una realtà, spesso non conosciuta e valorizzata appieno, la cui figura, ruolo e funzioni nel mondo sono in continua crescita.

Il Console Onorario Pierantonio Costa, scomparso lo scorso 1° gennaio

Sempre più i Ministeri degli Esteri dei vari Paesi affidano ai Consoli Onorari le funzioni di assistenza dei propri connazionali all’estero e di collaborazione con i rispettivi Ambasciatori per la promozione e lo sviluppo delle relazioni economico-commerciali, culturali e scientifiche con i Paesi di accreditamento, in coerenza con l’art.5 della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963 sulle relazioni consolari.

Merita sottolineare che i Consoli Onorari in Italia sono oltre 570 equamente presenti in pressoché tutte le regioni in rappresentanza di circa 130 Paesi; mentre i Consoli di carriera sono poco più di 100.

Egualmente per i Consoli Onorari d’Italia all’estero che sono attualmente oltre 370 nelle varie aree geografiche.

Funzioni importanti, delicate e di grande responsabilità nell’attuale fase delle relazioni internazionali affidate a persone autorevoli, moralmente e professionalmente selezionate, ben inserite nel tessuto sociale della circoscrizione consolare di competenza e che collaborano con l’Ambasciatore e l’Ambasciata dello Stato di invio per promuovere sempre più strette e proficue relazioni tra Stati.

Funzioni che vengono arricchite dal dinamismo, dallo spirito di iniziativa e dall’inventiva dei Consoli Onorari.

Ma chi è il Console Onorario? “La vita del Console è una vita dedicata al servizio della umanità” (Charles Maurice Talleyrand):

La Figura del Console non ha alcun collegamento con l’antico Magistrato della Repubblica Romana, bensì nasce con i mercanti del tardo Medioevo e del Rinascimento che nei principali centri commerciali del mondo eleggevano delle figure con il compito di reggere tali comunità lontane dalla Madrepatria e che vennero chiamate con l’appellativo di consules electi.

Il primo esempio di Console nel senso moderno del termine si può rilevare nel XIV secolo, allorquando il Comune di Firenze affidò al Console di Costantinopoli (eletto dai mercanti fiorentini operanti in quella città) il compito di vigilare affinché i privilegi concessi dall’Imperatore Bizantino ai mercanti operanti in loco non fossero violati o disconosciuti.

Nel secondo dopoguerra il Diritto Consolare ha subito un vasto rinnovamento attraverso il moltiplicarsi degli accordi bilaterali e delle convenzioni internazionali; alla base di tale rinnovamento una nuova realtà internazionale con la quale confrontarsi: nuovi Attori e Stati di recente formazione e indipendenza a seguito della fine delle esperienze coloniali; nuove relazioni economico-sociali da costruire o consolidare tra Stati spesso appartenenti ad aree disomogenee tra loro.

Matura in questo contesto la consapevolezza che le relazioni consolari siano la tipica espressione della moderna e profonda cooperazione tra gli Stati e tra i popoli.

La Convenzione delle Nazioni Unite sulle relazioni consolari firmata a Vienna il 24 aprile 1964 è il frutto di una nuova coscienza delle relazioni tra gli Attori delle Relazioni Internazionali.

“I Consoli Onorari non sono un fenomeno di ieri bensì una realtà di domani”. Questa l’esclamazione fatta dal delegato norvegese nel corso dei lavori preparatori della Convenzione a sottolineare la nuova percezione e la dimensione ormai assunta dalla figura del Console nell’ambito del rapporto tra gli Stati. I suoi compiti ormai spaziano dall’assistenza dei cittadini, alla promozione commerciale e culturale, allo sviluppo economico.

Un esempio della figura del Console Onorario è quella del veneziano Pierantonio Costa. Nato a Venezia il 7 maggio 1939 è mancato all’effetto di tutti noi lo scorso 1° gennaio.

Un imprenditore di successo, dai tratti del volto nobili e comportamenti gentili ma determinati.

Durante il genocidio del Ruanda nel 1994, il Console della repubblica Italiana a Kigali, Pierantonio Costa, salvò 2 mila persone tra cui 375 bambini molti occidentali, anche italiani e cittadini ruandesi attraverso la sua rete di relazioni e conoscenze e con il suo patrimonio personale di circa  3 milioni di dollari.

Un’immagine del genocidio in Ruanda nel 1994

Per questa sua attività, al servizio dell’umanità era stato candidato al Premio Nobel nel 2011.

L’UCOI da 42 anni e l’UCOIM da 13 anni si adoperano e lavorano con spirito unitario nel superiore interesse e ad esclusivo beneficio dei Consoli Onorari rispettivamente in Italia e d’Italia nel mondo, tutelandone la figura e la dignità e rafforzandone il ruolo e l’autorevolezza.

In qualità di Vicepresidente dell’Unione dei Consoli in Italia UCOI con sede al Circolo degli Affari Esteri e da cittadino veneziano è un onore e piacere aver ricordato una figura come quella del Console Pierantonio Costa che si staglia a lettere d’oro nella storia delle relazioni consolari.

*Vicepresidente dell’Unione dei Consoli in Italia UCOI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore