SINDACATI MILITARI: DOMANI CONVOCAZIONE A PALAZZO CHIGI DELLE SIGLE DEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA. USMIA ESERCITO CHIEDE RISPOSTE CONCRETE

ROMA. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni ha convocato, domani, tutte le sigle sindacali del comparto Difesa e Sicurezza.

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni

SI tratta di un appuntamento che rappresenta un passaggio istituzionale di rilevanza eccezionale.

USMIA Esercito anticipa ai media i temi principali che saranno portati all’attenzione del Governo nel corso dell’audizione.

Si tratta di questioni decisive per il futuro delle Forze Armate e per la tutela delle donne e degli uomini in uniforme.

Per il sindacato sono tre le priorità per il futuro dello strumento militare

1.⁠ ⁠Previdenza dedicata

Da 30 anni il personale militare subisce gli effetti della riforma contributiva senza beneficiare del secondo pilastro previdenziale, previsto ma mai attivato per Difesa e Sicurezza.

Questo espone migliaia di militari al rischio concreto di pensioni future prossime alla soglia minima.

Il logo di USMIA Esercito

USMIA chiede un intervento urgente per correggere un danno storico e garantire dignità al personale.

2.⁠ ⁠Straordinario (55 ore)

Nel 2025, oltre 1 miliardo di euro è stato destinato al finanziamento delle 55 ore di straordinario mensili garantite al personale delle Forze di Polizia, mentre alle Forze Armate sono arrivati appena 159 milioni di euro lordi, una cifra del tutto insufficiente rispetto ai reali carichi operativi sostenuti quotidianamente.

Una disparità che non considera la pari dignità, i pari rischi e le pari responsabilità del personale militare.

USMIA richiede l’istituzione di un fondo stabile e strutturale anche per il personale delle Forze Armate.

3.⁠ ⁠CFI e CFG – Addestramento

L’addestramento, pilastro della prontezza operativa, continua a essere gravemente sottofinanziato: nel 2025 sono stati previsti solo 150 milioni di euro lordi per CFI/CFG.

Senza risorse adeguate, molte attività programmate vengono ridotte, rinviate o annullate.

Se si sommano le risorse destinate agli straordinari e ai compensi forfettari, si arriva complessivamente a 309 milioni di euro, un valore comunque molto distante dal miliardo destinato alle Forze di Polizia.

USMIA ribadisce che l’addestramento non è un costo accessorio, ma un investimento indispensabile per la sicurezza nazionale e per la credibilità dello strumento militare.

Ulteriori criticità da affrontare con urgenza:

  • Indennità di trasferimento ferma a valori non più attualI
  • Trattamento economico del personale impiegato all’estero
  • Revisione del fondino dirigenti
  • Necessità di riequilibrare le risorse nel contratto tra Forze Armate e Forze di Polizia
  • Introduzione di una defiscalizzazione delle indennità accessorie realmente efficace

USMIA accoglie positivamente la convocazione del Presidente del Consiglio, considerandola un chiaro riconoscimento della centralità del personale militare e delle sue rappresentanze.

Al tempo stesso, ricorda che il comparto attende da anni interventi strutturali non più rinviabili.

Il Segretario Generale Leonardo Nitti dichiara “La sicurezza del Paese passa dalla tutela delle donne e degli uomini che la garantiscono ogni giorno. Restiamo in attesa di conoscere puntualmente le iniziative che l’Esecutivo presenterà in relazione alle nostre richieste; considerando il percorso già intrapreso da questo Governo, nutriamo piena fiducia nell’esito positivo del confronto”.

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