Mosca. Per la diplomazia russa non si fermano i colloqui con Kiev nonostante, quelle che il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov definisce “provocazioni”.

“Nonostante tutte le provocazioni – aggiunge – la delegazione russa continuerà il processo negoziale, promuovendo la sua bozza di accordo che spiega in modo chiaro e completo le proprie posizioni chiave e richieste iniziali”.
Lavrov ha ricordato che Kiev aveva presentato, ieri, un progetto che però si allontanava dalle disposizioni registrate nella riunione, tenutasi a Istanbul il 29 marzo.
Il capo della diplomazia di Mosca ha affermato che l’incapacità delle autorità ucraine “di concludere accordi indicava i loro piani per prolungare e persino minare i negoziati. Lo consideriamo una prova del fatto che il regime di Kiev è controllato da Washington e dai suoi alleati, che stanno spingendo il Presidente ucraino Vladimir, Zelensky a continuare le attività militari”.

Le delegazioni russa e ucraina hanno tenuto un altro ciclo di colloqui a Istanbul lo scorso il 29 marzo.
Il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky aveva dichiarato, dopo l’incontro, che Kiev aveva presentato proposte scritte per un accordo tra le parti.

E aveva spiegato che Mosca avrebbe preso in considerazione le proposte e presentato le proprie iniziative, mentre le truppe russe avrebbero ridotto le loro attività nelle aree di Kiev e Chernigov.
Inoltre, sempre secondo quanto aveva evidenziato, Mosca aveva suggerito che un incontro tra i due capi di Stato si tenesse in contemporanea con la sigla di un trattato di pace da parte dei ministri degli Esteri russo ed ucraino.
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