Di Chiara Cavalieri
IL CAIRO. L’analista strategico egiziano, Maggiore Generale Samir Farag, ha rivelato che gli Stati Uniti hanno offerto al suo Paese un piano multimiliardario per accettare il trasferimento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza al Sinai.

Secondo quanto dichiarato, il Presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi ha respinto l’offerta, dimostrando la sua ferma opposizione a tale progetto.

L’offerta americana
Durante un’intervista a un canale televisivo egiziano, il Generale Farag ha spiegato che il segretario di Stato americano uscente, Anthony Blinken, ha rinnovato l’offerta durante un incontro con il Presidente Sisi.
Gli Stati Uniti avrebbero inizialmente offerto 125 miliardi di dollari, una cifra poi aumentata a 150 miliardi, includendo anche la promessa di coprire tutti i debiti dell’Egitto.
L’offerta prevedeva che l’Egitto accettasse lo sfollamento dei palestinesi nel Sinai e si occupasse della loro sistemazione in una città costruita appositamente dagli Stati Uniti.

Il rifiuto egiziano
Il Generale Farag ha sottolineato che il Presidente El Sisi ha respinto categoricamente tutte le proposte americane, ritenendole inaccettabili.
Ha inoltre aggiunto che la ferma opposizione egiziana ha sventato il piano americano, mantenendo i palestinesi nella loro terra nella Striscia di Gaza.
Il capo dello Stato egiziano avrebbe anche rifiutato la proposta del direttore della CIA, William Burns, che prevedeva che l’Egitto assumesse la gestione della Striscia di Gaza dopo un eventuale cessate il fuoco e il ritiro di Israele.

Invece, l’Egitto ha sostenuto che fosse l’Autorità nazionale palestinese (ANP) dover assumere la responsabilità amministrativa della Striscia, una posizione che è stata poi accettata dal Comitato di sostegno comunitario.
La posizione dell’Egitto
L’Egitto ha ribadito il suo impegno a garantire la stabilità nella regione senza sacrificare i diritti del popolo palestinese.
Gli sforzi diplomatici egiziani hanno contribuito a raggiungere un cessate il fuoco e a impedire lo sfollamento forzato dei palestinesi.
Questo rifiuto rappresenta un forte segnale dell’Egitto verso la comunità internazionale, riaffermando la sua posizione di leadership nella difesa dei diritti del popolo palestinese e della stabilità regionale.
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