Tutte le novità del Vertice europeo in corso

di Valeria Fraquelli

Il Vertice europeo che oggi si sta concludendo a Bruxelles può essere considerato come il primo vero tentativo delle autorità comunitarie e degli Stati membri di chiarire i punti ancora in sospeso dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

I 27 capi di Stato e di governo dei Paesi membri dell’Unione, insieme ai rappresentanti delle istituzioni comunitarie e al Primo Ministro britannico Theresa May hanno fatto il punto della situazione attuale e hanno cercato di tracciare la strada per il futuro, anche perché sono da poco iniziati i negoziati che renderanno effettiva la Brexit.
I negoziati si preannunciano molto difficili perché bisognerà stabilire i futuri rapporti della Gran Bretagna con gli Stati membri del progetto comunitario, senza contare che ci sono anche tutti gli accordi commerciali stretti in precedenza da rivedere. Dalle elezioni dello scorso 8 giugno il governo May è uscito indebolito perché non ha ottenuto quella grande maggioranza che si sperava e che sarebbe stata perfetta per avere molto più potere negoziale in sede europea e strappare condizioni più vantaggiose al Regno Unito.

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker

Theresa May ha dichiarato che nessuno dei circa 3 milioni di cittadini comunitari che risiedono attualmente nel Regno Unito dovrà preoccuparsi e potrà continuare a studiare e lavorare godendo degli stessi diritti dei cittadini britannici; le autorità comunitarie hanno fatto sapere che per loro questo è ancora insufficiente.
I passi in avanti più concreti fatti da questo Vertice sono stati fatti in materia di sicurezza e difesa dei confini esterni; per la prima volta è stato toccato anche il delicatissimo tema della lotta al terrorismo internazionale.

Tutti i Paesi membri del progetto comunitario si sono detti favorevoli ad aumentare lo sforzo per combattere le organizzazioni terroristiche e la proposta di mettere in comune i database di intelligence per individuare e fermare gli individui già schedati prima che possano compiere azioni violente è stata molto apprezzata. Si spera in questo modo di evitare che potenziali terroristi e foreign fighters possano passare le frontiere indisturbati e preparare attentati contro obiettivi sensibili.

La sicurezza dei cittadini è una priorità e come tale deve essere trattata e per questo è fondamentale una maggiore cooperazione tra le forze di polizia dei vari Paesi; mettere in comune le informazioni è un primo passo in questa direzione. Anche i colossi del web dovranno partecipare alla creazione di un sistema che permetta di individuare e cancellare immediatamente tutti i contenuti che inneggiano al jihadismo e incitano alla violenza.
Ha ritrovato slancio anche il progetto di difesa comune che sembrava ormai accantonato da anni; entro tre mesi verrà creato un Fondo per la difesa comune e i Paesi che lo vorranno potranno decidere collaborare a stretto contatto per la difesa e di stilare una lista di impegni e criteri da rispettare. I governi che vorranno potranno stringere accordi tra loro in tema di sicurezza e difesa e anche mettere in comune alcune unità militari.

Se necessario la difesa comune sarà regolamentata da una nuova normativa comunitaria che farà avanzare ulteriormente il livello di integrazione tra gli Stati membri e porterà al superamento di vecchie diffidenze; il tema della difesa è ancora considerato quasi segreto e il fatto che ora si torni a parlare di un progetto comune ha fatto esultare l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini e il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker.

In tema di immigrazione le autorità comunitarie hanno rinnovato la promessa di fare rispettare le quote obbligatorie di accoglienza per smistare coloro che sbarcano in Italia e Grecia ed evitare che il sistema di accoglienza di questi due Paesi si sovraccarichi. Il governo italiano da anni cerca di fare sì che il peso di accogliere ed identificare migliaia di persone che scappano da guerre e carestie ricada sempre e solo sul nostro Paese e forse questo Vertice potrebbe essere l’occasione per avere più solidarietà da parte degli altri Stati membri.

Si è consolidato l’asse franco tedesco che si è dimostrato il vero zoccolo duro del progetto comunitario e si spera che anche altri Paesi come l’Italia possano avere voce in capitolo per costruire un’Europa in cui non esistano più Stati di serie A e Stati di serie B, come invece è avvenuto fino ad adesso.

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