Arrestati nel reggino quattro affiliati a cosche mafiose

Reggio Calabria. I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria–Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 imprenditori del reggino.

Si tratta di Carmelo Ficara, Andrea Francesco Giordano, Giuseppe Surace e Michele Surace. I reati contestati vanno dall’associazione di tipo mafioso, all’estorsione, all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria e il trasferimento fraudolento di valori.

Il provvedimento costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa, avviata nel febbraio 2017 dai militari del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, tesa a far luce su un sistema collegato alla cosca “Tegano” che ha fruttato enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti e diversificate attività commerciali.

L’operazione, denominata “Monopoli”, porta alla luce ulteriori esempi di imprese mafiose che hanno imposto al territorio un monopolio di fatto, inquinando il libero mercato ed impedendo agli imprenditori sprovvisti di sponsor mafiosi di competere in condizioni di parità.

Tra le attività economiche frutto del rapporto tra Giordano Surace ed i Tegano vi è la sala bingo di Archi: la sala, capace di fatturare oltre 10 milioni di euro all’anno, ha costituito un vero e proprio “sportello bancomat” a disposizione dei due soci occulti.

Il quadro indiziario ha rivelato, inoltre, come la sala bingo di Archi, unica nel territorio del capoluogo, operasse evidentemente in regime di monopolio imprenditoriale, grazie agli accordi stipulati dalla famiglia “Tegano”, titolare dell’iniziativa imprenditoriale, con le altre componenti della ‘ndrangheta cittadina. In tali condizioni, la sala bingo di Archi non poteva che prosperare indisturbata per quasi 20 anni, grazie anche alle intimidazioni dei Tegano e dall’alterazione delle regole del libero mercato da esse derivate.

Alla luce delle complessive risultanze investigative è stato disposto il sequestro preventivo di numerose società con relativo patrimonio ammontante a circa 50 milioni di euro.

Inoltre, è stato sequestrato parte del patrimonio personale di Carmelo Ficara consistente in 120 unità immobiliari e 21 terreni.

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